Nonostante i debiti con lo Stato venezuelano, la petrolifera spagnola produce ancora circa 45.000 barili di greggio al giorno nel Paese sudamericano. Il principale centro delle operazioni è nella zona Petroquiriquire, ma una nuova intesa permetterà l’esplorazione in altre regioni (anche in cooperazione con l’Italia)
La petrolifera spagnola Repsol ha firmato un accordo con il regime del Venezuela per l’esplorazione e lo sviluppo di nuovi progetti che riguardano la produzione di gas e petrolio nel Paese sudamericano. Alla firma della nuova intesa hanno partecipato la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, e il presidente della statale venezuelana Petroleos de Venezuela (Pdvsa), Héctor Obregón, insieme a rappresentanti della direzione di Repsol.
L’intesa sigla l’intenzione di entrambi le parti di analizzare e sviluppare la produzione nella zona chiamata Horcón, vicino al Lago di Maracaibo. L’area di Horcón fa parte della nuova strategia di Repsol in Venezuela perché si trova tra due giacimenti dove l’impresa è già operativa. Repsol si mantiene al lavoro in centri come Barúa y Motatán e nei giacimenti di Petroquiriquire e Petrocarabobo.
Il nuovo accordo si chiude nonostante i debiti che mantiene Pdvsa con Repsol, per circa 4,5 miliardi di euro (qui l’articolo di Formiche.net). Nell’incontro, le parti coinvolte hanno discusso anche sulle modalità per gestire gli attivi di Repsol in Venezuela e la pianificazione dell’invio della produzione dei prossimi mesi, nonché sull’opportunità di analizzare le potenzialità dei giacimenti di gas nella costa venezuelana.
Attualmente, Repsol produce circa 45.000 barili di petrolio al giorno in Venezuela, ma ha espresso il desiderio di volere investire per aumentare questa cifra (fino a 135.000 barili al giorno). Le attività di Repsol sul territorio venezuelano hanno ripreso continuità da aprile, quando è stato concordato il ritorno a Petroquiriquire.
Per quanto riguarda la produzione di gas lavora attivamente a Cardón IV, dove lavora insieme alla petrolifera italiana Eni grazie ad un accordo strategico firmato alcuni mesi fa sulla sostenibilità della produzione di gas naturale per tutto l’anno 2026.
















