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Da Conte a Fazzolari. Le reazioni della politica all’affondo di Trump contro Meloni

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Le parole di Donald Trump su Giorgia Meloni, definite dalla premier “totalmente inventate”, scatenano una reazione politica ampia e trasversale in Italia. Dalla maggioranza alle opposizioni, da Conte a Calenda fino a Fazzolari e Crosetto, si moltiplicano i messaggi di solidarietà alla presidente del Consiglio e di difesa della dignità del Paese

Giorgia Meloni “mi ha implorato di fare una foto con lei. Voleva una foto con me così tanto. L’avrei anche non fatta, ma mi ha fatto pena”. Queste le parole del presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un’intervista telefonica a La7 rilasciata nella mattinata di oggi. “Probabilmente è contenta che io le abbia parlato”, al G7, “non ero obbligato a parlarle”, ha inoltre aggiunto.

Parole sprezzanti che hanno ricevuto fin dal primo momento critiche altrettanto aspre da parte degli esponenti politici italiani. Per prima da Giorgia Meloni stessa che ha affidato a un video sui suoi social la sua risposta.

“Dunque, certe cose meritano una risposta immediata. Le dichiarazioni di Donald Trump sono dichiarazioni totalmente inventate, sono francamente allibita, non so perché il Presidente degli Stati Uniti si comporti così con i propri alleati, non è del resto la prima volta che accade, posso solo dire che dispiace che non abbia la stessa determinazione con i nemici dell’Occidente, con i nemici degli Stati Uniti, con leadership con le quali invece si dimostra molto più accondiscendente, però una cosa se la deve ricordare io e l’Italia, non imploriamo mai”, ha affermato la premier.

L’uscita di Trump ha anche fermato il ministro Tajani dal continuare la pianificazione della visita prevista per lunedì e martedì prossimi a Miami.

“Ho dovuto prendere la decisione di annullare la mia visita negli Stati Uniti prevista per lunedì e martedì prossimi, perché non possiamo pensare che qualcuno offenda l’Italia, così come ha fatto il Presidente degli Stati Uniti”, ha detto il ministro della Farnesina.

“L’Italia non merita di ritrovarsi così platealmente mortificata. Lo dico da cittadino italiano prima che da politico. È del tutto inaccettabile, poi, che un nostro alleato si permetta di parlare in questo modo dei nostri vertici istituzionali. Spero solo che si apra una riflessione per trarre insegnamento da quanto accaduto”. Questa la reazione del presidente di M5s Giuseppe Conte. “La firma di tutto quel che ci viene richiesto, la rincorsa a foto, a prefazioni di libri non può prevalere mai sul nostro interesse nazionale. Dobbiamo rimboccarci le maniche per il nostro Paese, che deve difendere la sua dignità, la sua credibilità, la sua grandezza”, ha aggiunto.

Anche Carlo Calenda, leader di Azione, ha postato su X la sua reazione: “Trump è un mentitore seriale nonché un bullo da operetta. Personalmente non credo affatto che Giorgia Meloni abbia implorato alcunché. In ogni caso questi insulti vanno respinti in quanto ledono l’onore della Nazione”.

“Solidarietà a Giorgia Meloni per le parole inqualificabili di Trump. Nessuno può permettersi questo tono arrogante con chi guida il governo italiano. Tutto mi separa da Meloni e dalla destra, che millantava di fare da ponte. Ma nessuno può trattare l’Italia in questo modo”. Lo ha scritto sui social il senatore del Pd Filippo Sensi.

“La dignità della politica estera finita sotto un ponte. Solidarietà”, così anche il deputato Pd Enzo Amendola.

“Le parole di Trump sono ingiustificate e inaccettabili. E si commentano da sole: L’Italia non elemosina nulla e il nostro capo del governo è riconosciuto e stimato in tutto il mondo, come il Paese che rappresenta. D’altronde conosciamo bene Trump, lo stesso che dice di aver fatto eleggere Papa Leone XIV. Chi conosce Giorgia Meloni sa che perfettamente che mai implorerebbe qualcuno. Nonostante ciò, una parte delle opposizioni riesce a fare polemiche strumentali persino su questa vicenda, che semmai dimostra l’autonomia del nostro paese, toccando uno dei punti più bassi della storia politica italiana”. Lo ha affermato il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi.

Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, ha affidato a una nota la reazione alle parole di Trump. “La dichiarazione di Donald Trump è la diretta conseguenza della politica di subalternità con cui Giorgia Meloni ha costruito il rapporto col Presidente degli Stati Uniti d’America. Un rapporto che ha portato Giorgia Meloni ad essere patriota a Washington e forestiera in Italia, a tutelare gli interessi economici di Trump, a subire il ricatto del 5% delle spese per armamenti, ad acquistare il gas, a chiedere la modifica dei regolamenti europei in materia di tutela ambientale e sanitaria. Una vera patriota a Washington. Ma il punto è il seguente: al posto di Giorgia Meloni mi vergognerei così tanto che mi porrei il problema di farmi da parte. Perché dopo questa figuraccia e aver fatto perdere la dignità all’Italia e agli italiani, comincerei a pensare di farmi da parte. Non è più in grado di rappresentare l’Italia, viste le figuracce che fa fare agli italiani e all’Italia stessa”.

“Non so se essere più preoccupato per un Trump ormai senza freni, e il problema è che fa il Presidente degli Stati Uniti, o per la credibilità pari a zero di Meloni a livello internazionale, e il problema è che fa la Presidente del Consiglio dei ministri del nostro Paese”. Queste le parole di Nicola Fratoianni di Avs. “Verrebbe francamente voglia – prosegue il leader rossoverde -di esprimere solidarietà a Giorgia Meloni. Se non fosse che tutto questo è il risultato delle sue scelte e della subalternità a Trump, come confermano gli acquisti di armi e di gas dagli Usa, che peseranno enormemente sui bilanci delle famiglie del nostro Paese. Una situazione grottesca – ha concluso Fratoianni – che gli italiani non si meritano davvero”.

Anche Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati, ha commentato le parole del presidente come “irricevibili e certamente non corrispondono al vero. Chiunque conosca Giorgia Meloni sa bene che non implora nessuno ma esercita invece, a nome dell’Italia, una leadership stimata a livello internazionale. Un’opposizione che strumentalizza parole in libertà di questo genere è patetica e palesemente anti italiana. Gli sforzi che Meloni sta facendo per tenere insieme Europa e Stati Uniti restano necessari e indispensabili. Chi non sa riconoscerlo, commette un errore”.

“Non è accettabile il livello di offesa crudele che il presidente Trump ha rivolto alla premier. La figuraccia la fa lui: un prepotente che non si fa scrupolo a danneggiare le relazioni con l’Italia. Molto mi divide da Giorgia Meloni, ma non il rispetto: a lei solidarietà”, ha detto la deputata Pd Lia Quartapelle.

Mentre la segretaria di Noi moderati, Mara Carfagna, ha sottolineato che Trump deve rispettare “l’Italia, la sua premier, la storica amicizia tra Italia e Usa, i milioni di italiani che hanno contribuito a fare grande l’America

“I deliri di Trump su Giorgia Meloni sono solo l’ultimo episodio di attacchi e insulti rivolti ai leader europei. Non si capisce se per volontà o per inettitudine sta rovinando gli storici rapporti tra Stati Uniti ed Europa. Con le sue uscite inopportune è riuscito nel non facile intento di rendere gli Usa invisi all’intero continente europeo, danneggiando non solo l’Europa ma soprattutto gli Stati Uniti”. Così Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega per l’Attuazione del programma di governo.

“Non posso immaginare Giorgia Meloni chiedere una fotografia a nessuno, nemmeno sotto minaccia. Posso invece immaginare quanto le sia costato mettere da parte ciò che Trump aveva detto settimane fa, per fare l’interesse dell’Italia, dell’Europa e dell’Occidente. Ed immagino quanto le costerà non commentare come meriterebbe questa nuova caduta di stile del Presidente Usa. Per quanto ‘caduta di stile’ sia un implicito ed immeritato riconoscimento, in questo caso, ciò che ferisce è che battute di questo tipo non fanno bene a nessuno: né agli USA, né all’Italia, né all’alleanza”. Queste le parole il ministro della Difesa, Guido Crosetto, affidate a un post su X.

Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia, ha rimarcato: “Noi che pensavamo di aver toccato il fondo con le ‘ginocchiere’ evocate vergognosamente nell’Aula della Camera dei deputati, dobbiamo ricrederci dopo aver ascoltato le parole del presidente Donald Trump nei confronti di Giorgia Meloni. Così, con infinita pena, esprimo la più convinta vicinanza al presidente Meloni e mi smarrisco nella vacuità di dichiarazioni gravi perché provenienti dal presidente di un Paese che è diventato ciò che è anche grazie a milioni di italiani”.


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