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Parole del tramonto, aforismi di un conservatore. Bini legge Malgieri

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Una fatica interiore prima che fisica, destinata a scontrarsi con un mondo, con una civiltà che ha perduto se stessa e la sua identità. Un mondo tramonta ma un altro non sorge. E l’avvenire, per noi uomini di passioni e valori, si manifesta denso di nubi. Un mare in tempesta. Federico Bini, che firma anche la prefazione del volume, recensisce il libro di Gennaro Malgieri, Parole del tramonto. Aforismi di un conservatore (Straborghese Edizioni)

È difficile per me ogni volta scrivere di un’opera o della persona (non dell’intellettuale e del politico) di Gennaro Malgieri perché è un sincero e grande amico, un meraviglioso maestro e un esempio di integrità morale ed etica in un mondo privo ormai di sentimenti e di vere parole.

Proprio quelle parole, sentite, sudate, incise nelle pagine di “Parole del tramonto. Aforismi di un conservatore” (Straborghese Edizioni) sono la sua ultima fatica. Una fatica interiore prima che fisica, destinata a scontrarsi con un mondo, con una civiltà che ha perduto se stessa e la sua identità.

Un mondo tramonta ma un altro non sorge. E l’avvenire, per noi uomini di passioni e valori, si manifesta denso di nubi. Un mare in tempesta, insomma.

Il tempo, il silenzio e la memoria sanciscono un vero e proprio breviario dell’anima di Malgieri che non dimentica mai la sua fede nel conservatorismo: in senso spirituale più che politico. Proprio come scrisse Giuseppe Prezzolini nel “Manifesto dei conservatori” e come ha cercato di divulgare negli anni a noi contemporanei quel genio di Roger Scruton che Malgieri definisce “uno dei più grandi intellettuali di sempre”.

L’autore come Scruton trova nel conservatorismo l’amore per la storia, la storia patria e prima ancora familiare, il valore delle radici e quindi la cura della propria esistenza, coltivata nella semina di quei valori che potrebbero essere in parte riconducibili a quella gioiosa ma nobile frase di Massimo d’Azeglio: “Non dobbiamo mai dimenticare di essere nati galantuomini”.

Leggere questo breviario non solo fa bene allo spirito ma rende omaggio ad un uomo che ha fatto della coerenza la ragione della propria esistenza. E come tutti coloro che hanno lottato non per se stessi ma per un’ideale si è spesso ritrovato in un isolamento umano e politico ingiusto. Invece, il supporto di Malgieri nella costruzione di un sano e saldo conservatorismo all’interno della destra italiana di governo non è solo fondamentale ma è un atto dovuto ad un uomo che ha guidato quella destra verso Palazzo Chigi. E se quella destra che tanto aspira a proteggere i padri dimentica Malgieri vuole dire che non ha capito niente, non dell’economia o della politica, ma della vita e quindi del senso di lealtà e di riconoscenza.

Da liberale ma ancor più da suo amico non posso che togliermi il cappello e invitare i lettori a leggere il libro. Certo, l’autore ha scritto e scriverà libri ben più impegnativi, ma essendo uno degli ultimi uomini di un’altra Italia penso che sia doveroso leggerne ogni pagina, perché può essere utile nella nostra navigazione quotidiana.

Al resto poi ci penserà il tempo e la storia, unico e vero tempio di giustizia per tutti noi uomini mortali.


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