“Non ci limitiamo ad onorare quelle vittime per raccontare il loro sacrificio, ma intendiamo trasportare quel ricordo al domani, al fine di disegnare il perimetro futuro dell’Europa, dove popoli, lavoro e valori devono avere una casa comune e dignitosa”. L’intervento di Roberto Menia, senatore di FdI presente all’iniziativa di Ecr nella miniera di Bois du Cazier per commemorare i 70 anni dalla tragedia, con il presidente del Senato La Russa e il ministro Calderone
Dalla miniera di carbone belga di Bois du Cazier ai giorni nostri, per celebrare un sacrificio. Nel 70mo anniversario della tragedia di Marcinelle, dove persero la vita 262 operai di cui 136 italiani, ricordiamo il simbolo dell’emigrazione italiana.
Una storia fatta di sacrificio, dedizione e coraggio. E farlo a pochi giorni dal riconoscimento europeo dell’8 agosto quale Giornata in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro rappresenta un punto di orgoglio ed una mossa concreta da parte delle istituzioni europee.
In occasione del convegno dal titolo “L’Europa del lavoro, dei popoli, della dignità”, promosso da Carlo Fidanza e il gruppo Ecr a cui sono interveuti, fra gli altri il Presidente del Senato Ignazio La Russa e il ministro del lavoro Maria Elvira Calderone, oltre a tutti gli eurodeputati conservatori e a rappresentanti del mondo associativo e sindacale, abbiamo raccontato una storia che non è solo un ricordo statico. Abbiamo inteso consegnare un testimone alle nuove generazioni, fatto di consapevolezza, rispetto, orgoglio e proposizione.
E’ dovere verso chi, lontano dalla propria Nazione, ha contribuito allo sviluppo dell’Italia e che sono entrati di diritto nella storia d’Italia. Per questa ragione dal 2001 la ricorrenza istituita dall’indimenticato Ministro per gli Italiani nel Mondo, MirkoTremaglia, dedica loro un pensiero e una testimonianza.
Per cui noi non ci limitiamo ad onorare quelle vittime per raccontare il loro sacrificio, ma intendiamo trasportare quel ricordo al domani, al fine di disegnare il perimetro futuro dell’Europa, dove popoli, lavoro e valori devono avere una casa comune e dignitosa.
Quella di Marcinelle, ricordava il Ministro e fondatore del CTIM (Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo) era ”l’Italia degli emigranti, l’Italia senza scarpe, connazionali che andavano al di la’ dei monti e degli oceani, e non venivano considerati, oltre a subire ogni indignazione”.
Marcinelle è un simbolo per l’Italia e per gli italiani all’estero che hanno riempito le pagine della storia della nostra emigrazione e va ricordata soprattutto ai più giovani proprio quando, purtroppo, si verificano sgraditi attacchi contro i simboli dell’italianità nel mondo, come accaduto contro le statue di Cristoforo Colombo.
Marcinelle, disse Tremaglia l’8 agosto 2001 in occasione della sua prima visita ufficiale alla miniera come Ministro per gli Italiani nel mondo, “rappresenta il simbolo della sofferenza, della fatica, del sangue versato sul lavoro dagli italiani nel mondo e dai loro fratelli europei e la superiorità di quell’umanesimo del lavoro allora ignorato che riconosce, a chi lavora, dignità e parità di diritti e di doveri”.
Non a caso, conservo a casa mia tra le cose care una lampada dei minatori di Marcinelle che mi fu donata tanti anni fa da uno di quegli uomini, con la faccia e le mani nere, che aveva vissuto nelle baracche, eppure portava con con magnifica fede il suo orgoglio di italiano coraggioso e generoso.
Ai familiari delle vittime e a tutta la comunità italiana che continua ad impegnarsi nei cinque continenti va il pensiero di tutta la Nazione, anche nella consapevolezza che la piaga delle morti sul lavoro va combattuta con costanza e risolutezza.















