Altre due strutture collegano il territorio nordcoreano con la Cina e la Russia e dimostrano la strategia per allargare lo scambio commerciale regionale e l’influenza, in blocco, dei regimi alleati
Dopo 10 anni i lavori di costruzione si sono conclusi. Il regime nordcoreano ha inaugurato finalmente un ponte che collega la Corea del Nord con la Cina. Si tratta del collegamento che unisce la città di Dandong, al nordest della Cina, con il polo commerciale di Sinuiju, al nordest della Corea del Nord. La cerimonia è in programma per il 6 ottobre, in occasione del 77° anniversario dei rapporti diplomatici tra Pyongyang e Pechino. La missione di questo ponte è alleggerire il traffico, commerciale e non solo, sul vecchio Ponte dell’Amicizia Sino-Coreana.
Ugualmente, il 7 settembre è stato aperto il ponte sul fiume Tyumen, che collega Rasŏn, regione nordcoreana, con la zona russa di Primorje. Fino ad ora, l’unica viabilità tra i due territori era la linea ferroviaria.
Han Ki-bum, ex vice direttore dell’intelligence sudcoreana, ha spiegato all’emittente tedesca Deutsche Welle che la “Corea del Nord ha permesso che il ponte cinese rimanesse chiuso per più di un decennio mentre è andato avanti velocemente nel suo progetto con la Russia. Questa differenza di approccio, secondo l’esperto, sembra essere legata a una strategia del regime di Kim Jong-un per calcolare il ritmo dell’avvicinamento alla Russia e alla Cina, evitando di dipendere esclusivamente dai cinesi, come in passato.
“Se dipende troppo dalla Cina, come è accaduto, l’autonomia della Corea del Nord potrebbe essere compromessa”, ha aggiunto Han. Il regime di Pyongyang, dunque, cerca di muoversi tra due (o più) acque.
Per l’ex funzionario sudcoreano, la Russia ha anche molto interesse ad aumentare le tratte di trasporto attraverso la Corea del Nord verso il Pacifico, aumentando la mano d’opera con lavoratori nordcoreani. In questo modo, Pyongyang si beneficia di un aumento del commercio, il turismo e le opportunità per inviare lavoratori alla Russia.
I rapporti tra Russia e Corea del Nord si sono fortificati dal 2023, quando i nordcoreani cominciano il rifornimento di armi e truppe per la guerra russa in Ucraina.
Han conclude che questi ponti “stimoleranno ancora di più il commercio tra Corea del Nord e Cina”, giacché Pyongyang ha centralizzato sempre di più il suo sistema di commercio estero, rafforzando il controllo statale sulle importazioni invece di permettere alle imprese di operare con più autonomia. Allo stesso tempo, della riattivazione del commercio potrebbero beneficiare anche le province cinesi di Liaoning, Jilin e Heilongjiang.















