Il presidente argentino cerca di trasformare il Paese in una meta ideale per gli investitori che vogliono creare nuovi data center e sfuggire alle nuove leggi e regole che potrebbero limitare l’avanzamento dell’intelligenza artificiale. C’è rischio di uno Stato formato IA?
Accompagnato dalla sorella Karina, il presidente dell’Argentina, Javier Milei, ha incontrato il presidente francese Emmanuel Macron all’Eliseo per parlare di investimenti, geopolitica e intelligenza artificiale. Il leader argentino cerca di posizionare il Paese sudamericano come un polo internazionale dell’intelligenza artificiale, con una strategia incentrata nell’assenza di regole, che possono attrarre nuovi investitori, per sviluppare i data center della Patagonia.
Mentre molti Paesi cercano di creare limiti legali per l’avanzamento dell’intelligenza artificiale, il governo di Milei si è proposto di promuovere l’Argentina a livello internazionale come un santuario dell’IA, in controcorrente anche rispetto a molti dirigenti delle più grandi imprese di tecnologia globali. “L’Argentina si collocherà all’avanguardia della libertà di fronte all’intelligenza artificiale […] ed è impegnata a non creare regole in maniera preventiva”, ha spiegato Milei nel suo intervento all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Una linea che condivide con l’alleato politico, Donald Trump.
Come ricorda il quotidiano The New York Times, Milei ha proposto di creare imprese “non umane”, che siano dirette dall’intelligenza artificiale e ha cercato di conquistare nuovi investitori stranieri per aumentare la presenza di datacenter nella Patagonia. Sui suoi canali social continua a postare contenuto generato dall’intelligenza artificiale.
Il governo di Milei non nasconde la visione dell’intelligenza artificiale come una grande opportunità per risolvere i problemi economici e finanziari degli argentini. Per lui i rischi sono solo banali timori, come quelli che ci sono stati davanti alla macchina a vapore, l’elettricità e internet. “Dove molti vedono una minaccia, noi vediamo una frontiera”, ha dichiarato il presidente argentino. “La nazione ricca di energia con enormi spazi aperti, dicono i funzionari del governo, è un luogo ideale per i datacenter e l’innovazione delle regole potrebbe aiutare a collocare l’Argentina al primo posto della tecnologia”, si legge sul New York Times.
A proposito del progetto di Milei si è pronunciato lo storico e filosofo israeliano Yuval Noah Harari, che avverte la possibile creazione di uno “Stato dell’intelligenza artificiale”, dove gli algoritmi potrebbero operare oltre lo stesso diritto penale.
L’idea di aprire imprese “non umane” sarebbe arrivata dal ministro della deregolamentazione e della trasformazione dello Stato dell’Argentina, Federico Sturzenegger, nonché uno degli imprenditori più famosi del Paese, Emiliano Kargieman, il quale ha svelato in un’intervista di aver presentato “la sua idea più folle”. In caso del suo concretizzarsi, il mercato del lavoro argentino potrebbe avere milioni di robot che aiuterebbero ad aumentare la produzione del Paese. Un’idea che sarebbe sembrata “geniale” a Milei, secondo il NYT.
L’anno scorso Open AI ha firmato una lettera di intenti con un’impresa argentina per seguire un grande progetto di data center di IA. Ma restano molte condizioni da aggiustare in Argentina prima che possa diventare un polo tecnologico internazionale. C’è ancora una significativa fragilità nella rete elettrica, nel sistema di controllo delle monete straniere e nei prezzi molto alti per la costruzione di infrastruttura di trasmissione. Lacune che l’incentivo fiscale proposto da Milei, forse, non riuscirà a colmare.







