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Conservatori e religiosi. Il fenomeno dei giovani di estrema destra brasiliani

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Nikolas Ferreira, Lucas Pavanato e André Fernandes sono alcuni dei volti di una nuova generazione di politici di estrema destra che ha battuto il record dei voti nelle elezioni per i membri del Congresso e degli enti legislativi statali brasiliani. Cosa pensano e come sfruttano il potere dei social network

Le elezioni presidenziali di domenica scorsa in Brasile hanno lasciato un vincitore: Flávio Bolsonaro. Che dovrà comunque battersi in un secondo turno, previsto per il 25 ottobre, per guidare il Paese più grande del Sudamerica.

Ma alle urne i brasiliani sono stati chiamati a scegliere anche diversi membri del Congresso e altri enti legislativi statali. Il risultato ha evidenziato un fenomeno interessante: c’è una nuova generazione di politici giovanissimi, di estrema destra, che sfruttano i social network per avvicinarsi all’elettorato. Tra questi i più noti sono Nikolas Ferreira, Lucas Pavanato e André Fernandes. Ma altre figure, vicino al candidato Bolsonaro, sono Eduarda Campopiano, Gustavo Gayer e Guilherme Kilter.

Nikolas Ferreira è uno dei volti più noti dell’estrema destra brasiliana. Nato a Belo Horizonte, nel 1990, è il principale referente della destra in rete. È stato eletto come deputato federale per la sua regione e nel 2022 è stato il deputato più votato nella storia del Paese. Ma domenica ha ottenuto sei volte più voti rispetto a quell’anno. Si definisce “cristiano evangelico, conservatore e difensore della famiglia”.

Cresciuto nella favela Cabana do Pai Tomás, una delle zone più pericolose di Belo Horizonte, è riuscito a laurearsi all’università in Diritto. Più volte ha raccontato sui social su come si sentiva intimidito e minacciato per difendere idee contrarie alla destra e al femminismo. Nel 2025 ha dovuto pagare una multa per danni morali a causa di un suo discorso alla Camera di Deputati, indossando una parrucca bionda, sul perché “le donne stanno perdendo il loro spazio di fronte a uomini che si sentono donne”. Difende il porto d’armi per tutti come una misura per combattere la delinquenza.

Un altro rappresentante di questo fenomeno di giovani di destra al potere è Lucas Pavanato, nato Sorocaba, a San Paolo, nel 1998. È diventato il deputato federale più votato dello stato con 3,38 milioni di voti. Cresciuto in una famiglia pentecostale, cominciò a fare politica a 17 anni, quando nel 2016 partecipò nelle proteste che chiedevano le dimissioni dell’allora presidente Dilma Rousseff, alleata di Lula Da Silva. La sua fama è arrivata grazie alla piattaforma Youtube, dove si è mostrato come un leader conservatore, che difende il divieto delle terapie ormonali contro la transizione di genere in minori di 18 anni, l’eliminazione delle quote razionali e di genere nel mondo del lavoro e la privatizzazione delle imprese pubbliche che sono in perdita.

Pavanato ha seguito il modello di altri influencer all’estero, come il conservatore americano Charlie Kirk, ucciso l’anno scorso. Il quotidiano brasiliano O Globo lo ricorda per la ricerca al confronto in diverse università e comizi con femministi e membri della comunità LGBTQIA+ e, specialmente, per un video diventato virale in cui sostiene che è molto difficile essere maschio e che bisogna onorare i pantaloni che si portano. Durante la campagna elettorale ha detto di impegnarsi nella guerra contro la criminalità e nella riduzione dell’età per la responsabilità penale.

Poi ci sono anche Eduarda Campopiano, nata a Campinas nel 2003. È la deputata statale più votata di Sao Paulo. Ha usato da sempre i social network per diffondere il suo discorso antifemminista e a favore del colonialismo.

 

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