Il Dipartimento del Tesoro americano ha ritirato le sanzioni contro il presidente dell’Assemblea Nazionale, nonché fratello della nuova leader del regime e uomo forte, da sempre, della dittatura venezuelana. La strategia della Casa Bianca
Nuova linea del presidente americano Donald Trump sul Venezuela. Dopo una campagna rigida contro la dittatura chavista, il Dipartimento del Tesoro ha sorpreso l’opposizione venezuelana e la comunità internazionale con una decisione senza precedenti. Ieri è stato notificato il ritiro di Jorge Rodriguez, presidente dell’Assemblea Nazionale del Venezuela e fratello della nuova leader del regime, Delcy Rodriguez, dalla lista di persone sanzionate, per cui l’uomo forte della dittatura potrà accedere di nuovo al sistema finanziario americano.
La misura è stata pubblicata dall’Office of Foreign Assets Control, che gestisce i beni stranieri, ma non sono stati spiegati i motivi di questa importante decisione. La scelta di alleggerire la posizione contro alcuni rappresentanti della dittatura venezuelana farebbe parte del riconoscimento del governo americano della gestione di Delcy Rodriguez e del piano di tre fasi per la stabilizzazione e transizione democratica del Venezuela.
Fino a ieri, il fratello di Delcy aveva beni e conti bloccati e non poteva fare business con cittadini americani. Le sanzioni per i Rodriguez sono cominciate nel 2018. Ad aprile sono state ritirate per Delcy e ieri per Jorge.
Rodríguez è uno dei personaggi più conosciuti del regime socialista, già dai tempi di Hugo Chavez, di cui era amico personale, ed è uno dei leader della delegazione chavista nei dialoghi con l’opposizione guidati dall’amministrazione americana. È stato rappresentante del presidente Nicolas Maduro nei negoziati (fallimentari) del 2017, 2019, 2021 e 2022, e anche nel dialogo con gli Usa nel 2024 e nel 2025.
Negli ultimi mesi ha promosso riforme per favorire la relazione con gli Stati Uniti, tra cui la Legge Energetica, anche se in passato lo aveva accusato di ingerenza e violenza contro il popolo venezuelano.
L’opposizione venezuelana lo considera il padre di molte normative che hanno eroso il sistema democratico del Paese sudamericano. Ed è d’accordo anche un report della Missione Internazionale Indipendente delle Nazioni Unite che lo identifica come l’artefice dell’approvazione “nuove leggi restrittive dello spazio civico e democratico senza alcun dibattito genuino e democratico”.
















