Il governo britannico difende l’operazione condotta a giugno contro la petroliera della “flotta ombra” russa e respinge le accuse di Mosca: l’abbordaggio, sostiene Londra, è avvenuto nel rispetto del diritto internazionale. Putin parla invece di “pirateria” e avverte che la Russia potrebbe rispondere sequestrando navi dei Paesi considerati ostili. Dietro lo scontro c’è una partita più ampia: trasformare le sanzioni sul petrolio russo da strumento finanziario a misura applicata anche in mare
Federica De Vincentis
Leggi tutti gli articoli di Federica De Vincentis
Taiwan sotto attacco cyber. Così gli agenti AI hanno colpito i sistemi governativi
Un sistema composto da più agenti di intelligenza artificiale ha colpito reti governative taiwanesi, operando in parallelo, modificando autonomamente le proprie strategie e individuando nuove vulnerabilità quando una strada si rivelava inefficace. Taipei conferma l’attacco e la sua provenienza estera, ma non punta il dito contro Pechino. L’attribuzione alla Cina resta per ora una valutazione tecnica
Spionaggio iraniano nel Regno Unito? Il ruolo sempre più crescente degli intermediari criminali
Vahid Aberi, cittadino britannico-iraniano residente a Liverpool, è stato incriminato in base al National Security Act. Secondo l’accusa avrebbe cercato contatti con Teheran e si sarebbe reso disponibile a collaborare. Il caso si inserisce nella crescente attenzione britannica verso le operazioni condotte dall’Iran attraverso intermediari e reti criminali
Trump punta il dito sulle interferenze cinesi. Ecco quali
Il presidente americano accusa Pechino di aver acquisito i dati di 220 milioni di elettori e di aver cercato di ostacolare la sua rielezione nel 2020. Le dichiarazioni, non accompagnate per ora da misure contro la Cina, arrivano alla vigilia delle elezioni di metà mandato e a due mesi dal possibile vertice con Xi Jinping. Ma le valutazioni dell’intelligence statunitense distinguono nettamente tra raccolta di informazioni, attività d’influenza e interferenza nelle infrastrutture elettorali
Cyber-spie russe, l’Ue sanziona la rete dell’Fsb dietro Turla
L’Unione europea ha sanzionato nove individui e quattro entità legati all’ecosistema cyber russo. Al centro c’è il 16° Centro dell’Fsb, accusato di controllare gruppi come Turla e di aver colpito governi, industrie strategiche e infrastrutture critiche in Europa e Ucraina. La mossa, coordinata con Londra e accompagnata dalla reazione francese, conferma il salto di qualità nella risposta occidentale alle operazioni ibride di Mosca
L’Fsb passa dai router. L’allarme della Nsa sulle operazioni cyber russe
Un nuovo advisory congiunto guidato dalla National Security Agency mette in guardia governi e aziende: gli attori cyber legati al Centro 16 dell’Fsb continuano a sfruttare router vulnerabili o mal configurati per colpire settori critici. Tra i firmatari ci sono anche Aisi e Aise. Le contromisure indicate sono tecniche, ma il messaggio è politico: la resilienza europea passa anche dall’igiene ordinaria delle reti
Spie russe a Roma. Il segnale della Farnesina a Mosca
Roma espelle due addetti militari dell’ambasciata russa indicati dal governo come coinvolti nell’inchiesta della Procura sullo spionaggio a favore di Mosca. La replica del Cremlino è attesa e dalla Farnesina emerge la consapevolezza della pressione ibrida russa contro sicurezza nazionale, apparati e alleati occidentali
Spionaggio per la Russia, due arresti a Roma. La rete tra ex 007 e militari
Due arresti, cinque ulteriori indagati e quattro militari in servizio tra le fonti da cui sarebbero state acquisite informazioni riservate. L’inchiesta del Ros, avviata a seguito di una segnalazione dell’Aisi, pone al centro il tema della protezione delle informazioni classificate e della vulnerabilità delle filiere della Difesa
Intelligence, semiconduttori e liste segrete. Il caso Asml spiegato dal Prof. Teti
Secondo il docente, la vicenda Asml conferma che la competizione sui semiconduttori è una guerra di intelligence a tutti gli effetti. A ulteriore riprova del fatto che le tecnologie critiche non sono solo beni industriali ma veri obiettivi strategici
Hacker russi, credenziali britanniche nel dark web. Cosa sappiamo sul caso FortiBleed
Secondo il Telegraph, credenziali riconducibili a funzionari britannici e a soggetti attivi nelle infrastrutture critiche sarebbero finite sul dark web. Il caso FortiBleed riporta al centro il rischio degli accessi rubati, che possono aprire la strada a operazioni di spionaggio, ransomware e sabotaggio contro amministrazioni pubbliche e servizi essenziali















