Che cosa insegna la strage jihadista a Tunisi

L’analisi di Gabriele Iacovino, coordinatore degli analisti del Centro Studi Internazionali (CeSi) presieduto da Andrea Margelletti

Che cosa serve alla Libia per essere pacificata

Difficilmente il percorso negoziale libico potrà raggiungere dei risultati senza un approccio realmente regionale. L’analisi di Gabriele Iacovino, coordinatore degli analisti del Centro Studi Internazionali (CeSi) presieduto da Andrea Margelletti

Tutti gli interrogativi su Netanyahu nel conflitto israelo-palestinese

Netanyahu e Obama non si sono mai piaciuti e questo sicuramente ha avuto un riflesso nelle relazioni bilaterali. Ma ciò non può spiegare il raffreddamento di un rapporto che è profondamente radicato nelle culture politiche e sociali dei due Paesi.

Incognite e scenari nel futuro dell'Irak

Al momento non si può escludere la possibilità di una divisione del Paese in tre zone di influenza

Perché l'Irak non riesce a contenere l'avanzata dell'Isis

Alla base della mancata resistenza da parte dell’Esercito iracheno vi è innanzitutto la scarsa preparazione dei soldati.

Che cosa può fare l'Occidente per pacificare la Libia

Sembra doveroso fare un rimando ad un più incisivo ruolo dell’Onu, che pur rallentata dalla propria farraginosità burocratica, è l’unica organizzazione in grado di poter supportare, sia a livello economico sia a livello politico, una siffatta iniziativa. L’analisi del Cesi

Ecco nomi e obiettivi dei gruppi che si contendono la Libia

I fattori che hanno contribuito all’instabilità libica risiedono anche nei rapporti sempre più stretti tra il mondo jihadista e i traffici illegali internazionali di armi, droga ed esseri umani che trovano oggi nella Libia uno snodo di fondamentale importanza per raggiungere la sponda nord del Mediterraneo. L’analisi del Cesi