La nuova National Security Strategy riscrive la postura globale degli Stati Uniti in quella di una potenza selettiva. Sovranità, prima di tutto, deterrenza come linguaggio strategico e alleati chiamati a reggere più peso. Cybersecurity elevata a infrastruttura vitale e ritorno duro alla dottrina Monroe
Mario Bentivoglio
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Dal Baltico all’Artico, così la guerra ibrida gela il grande Nord
La crescente competizione strategica nell’Artico esporta verso il grande Nord le tecniche di guerra ibrida già viste nel Baltico. Tra cavi sottomarini danneggiati, navi sospette e infrastrutture fragili critiche
Da Bruxelles arriva la difesa contro la guerra informativa. Ecco lo scudo democratico
L’Ue crea un centro di resilienza democratica per contrastare propaganda, interferenze e manipolazioni digitali. Uno scudo a difesa dell’informazione
Bruxelles prepara la sua intelligence house. Nasce il servizio della Commissione
Dietro le quinte della Commissione von der Leyen nasce un centro riservato per coordinare le informazioni sensibili. Tra ambizioni geopolitiche, rivalità interne e necessità di unirsi
Cognitive intelligence. Se la mente è il campo di battaglia
La dimensione cognitiva emerge come nuovo terreno di competizione tra potenze. Il lavoro di Saar Conde e Andrew Whiskeyman sull’International Journal of Intelligence and CounterIntelligence delinea la Cognitive Intelligence come disciplina necessaria per comprendere e proteggere i processi decisionali delle società moderne. Profilazione avanzata, ingegneria delle percezioni e sfruttamento dei dati personali richiedono dottrina, competenze e governance: l’Occidente deve colmare il divario con gli attori che hanno già integrato il dominio cognitivo nelle proprie strategie militari











