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Stefano Monti About Stefano Monti

Stefano Monti, partner Monti&Taft, è attivo in Italia e all’estero nelle attività di management, advisoring, sviluppo e posizionamento strategico, creazione di business model, consulenza economica e finanziaria, analisi di impatti economici e creazione di network di investimento. Da più di un decennio fornisce competenze a regioni, province, comuni, sovrintendenze e ha partecipato a numerose commissioni parlamentari. Si occupa inoltre di mobilità, turismo, riqualificazione urbana attraverso la cultura. È autore e curatore di numerosi libri e frequente relatore di convegni. Il suo obiettivo è applicare logiche di investimento al comparto culturale.

Distribuire il valore turistico, perché è il momento secondo Monti

Il progressivo incremento di visitatori che ormai coinvolge l’intero stivale, ha fatto sì che si superasse una sorta di “valore soglia”, oltre il quale il turismo, da settore economico integrativo per l’economia nazionale, ha iniziato a divenire componente strutturale del valore generato dal nostro Paese

Vale di più un borgo o una foresta? La riflessione di Stefano Monti

L’Europa riconosce alle foreste un valore economico legato ai benefici ambientali che producono. Da qui la proposta: applicare una logica simile anche alla cultura e ai borghi, creando strumenti capaci di remunerarne il valore pubblico e sociale. La riflessione di Stefano Monti

Stiamo costruendo un mondo che ci fa bene? La riflessione di Monti

La salute mentale emerge come una delle grandi sfide del nostro tempo. I dati pubblicati su The Lancet, basati sul Global Burden of Disease Study, mostrano un aumento del 95% dei casi prevalenti tra il 1990 e il 2023, con circa il 14% della popolazione mondiale interessata da un disturbo mentale. Numeri che impongono una riflessione non solo sanitaria, ma anche sociale e culturale: dal peso dell’urbanizzazione agli effetti della pandemia, fino al ruolo che la fruizione culturale potrebbe svolgere come strumento di prevenzione e promozione del benessere collettivo. La riflessione di Stefano Monti

Una nuova forma di filantropia è possibile. Ecco come

Dalla prima Gilded Age alla nuova stagione dei grandi donatori, la filantropia cambia forma. Meno fondazioni “costruite” dai magnati, più sostegno a istituzioni esistenti. Ma il nodo resta lo stesso: trasformare ricchezza privata, competenze e visione in valore pubblico duraturo

E se l’Italia si dotasse di un ministero del welfare? L'opinione di Monti

All’Italia serve un dicastero che potrebbe anche non chiamarsi come tale ma che possa essere dotato di risorse sufficienti per poter costruire l’impalcatura necessaria per la costruzione di una visione politica di ciò che l’Italia di oggi intenda realmente per welfare. La riflessione di Stefano Monti

Cultural Luxury, il mercato del lusso ha bisogno di nuove frontiere. Scrive Monti

Il lusso cresce grazie all’aumento dei super-ricchi e alla spinta della globalizzazione digitale, ma rischia di perdere esclusività tra prezzi in salita e maggiore concorrenza. Sempre più centrale diventa la dimensione esperienziale e culturale, ambito in cui l’Italia può giocare un ruolo strategico globale. L’opinione di Stefano Monti

Un piano Draghi per le Industrie culturali e creative. Il commento di Monti

Ci sono azioni che migliorano i conti. E ci sono azioni che migliorano quelle condizioni di cui i conti sono esclusivamente un riflesso. Agire sulle Icc potrebbe migliorare il nostro Paese e richiederebbe uno sforzo economico ben più contenuto rispetto a quello richiesto da altri comparti

Per far crescere la nostra economia dobbiamo riscoprirci Paese

Investire in economia reale richiede tempi più lunghi degli investimenti in asset finanziari: ma da un lato si sviluppa una dimensione individuale, dall’altro, si crea un processo di creazione di valore collettivo, con implicazioni molto importanti se si assume una logica di medio-lungo termine. Per ottenere tale risultato, dobbiamo iniziare a ragionare come Paese. Un Paese in cui se soffrono le imprese, soffrono  famiglie e banche. La riflessione di Stefano Monti

Per migliorare l'Università bisogna guardare anche fuori dagli Atenei. Il commento di Monti

Tenendo conto delle specificità del nostro territorio potrebbe essere corretto iniziare ad immaginare lo scenario universitario nazionale nella sua interezza, e definire delle linee di governo in grado di equilibrare le attuali disparità, siano esse endogene o esogene, con l’obiettivo di migliorare la qualità complessiva totale della nostra offerta. Il commento di Stefano Monti

La necessità di interpretare il nostro tempo e il ruolo della cultura. Scrive Monti

Un Paese che consuma il presente ma fatica a immaginare il futuro: è questa la cifra dell’incertezza italiana, ormai strutturale e non più emergenziale. Tra calo della fiducia, fragilità demografica e micro-imprese senza prospettiva, si allarga lo scollamento tra vita individuale e dimensione collettiva. In questo vuoto di visione, la cultura — da musei a biblioteche — può diventare il perno di una nuova narrazione identitaria, capace di ricucire comunità e restituire orizzonte al lungo periodo. L’analisi di Monti

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