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Al quartier generale triestino, dopo un lungo braccio di ferro, durato mesi, la partita ingaggiata tra Mario Greco e il country manager per l’Italia, Raffaele Agrusti, sembra proprio averla vinta l’amministratore delegato. A decretare la vittoria è il recente annuncio della nomina di Philippe Donnet alla guida di Generali Italia, già a partire dal prossimo ottobre.

La nomina di Donnet nella società per l’Italia e la retromarcia
Una nota ufficiale, diffusa dalla compagnia del Leone il 31 luglio, precisava che l’attuale amministratore delegato di Generali, Raffaele Agrusti, lascerà gli incarichi operativi il 30 settembre e il gruppo a fine anno, “per facilitare il passaggio di consegne relativo al progetto di riorganizzazione del business in Italia”.

Eppure, soltanto il primo luglio, un mese prima, un’altra nota delle Generali annunciava per quella stessa posizione la nomina di Raffaele Agrusti. Una nomina che, tuttavia, fin da subito era apparsa “a tempo”: lo stesso comunicato stabiliva che l’ex numero due del predecessore di Greco, Giovanni Perissinotto, sarebbe rimasto in carica fino all’approvazione del bilancio di Generali Italia, neonata società nella quale sono confluiti i marchi nostrani del Leone. L’Ansa, addirittura, si spingeva a quantificare la durata della gestione di Agrusti in un solo anno (i mandati tipicamente sono triennali).

Nei mesi sale la febbre della tensione
Già nei mesi scorsi, era emerso che l’ad delle Generali avrebbe preferito mettere fin da subito un proprio uomo ai vertici di Generali Italia. Non a caso, Il Piccolo di Trieste del 27 giugno riferiva che Greco aveva da poco comunicato ad Agrusti che, contrariamente alle attese, non gli avrebbe affidato la guida della allora nascitura società. Ma così, almeno in quella fase, non andò, perché, come detto, il primo luglio fu annunciata la nomina di Agrusti ai vertici di Generali Italia. Secondo alcune ricostruzioni di stampa di mercoledì 3 luglio il country manager per l’Italia riuscì a ottenere l’incarico grazie a un intervento di mediazione con Greco da parte dei soci industriali del Leone. Sembra, infatti, che De Agostini e Caltagirone, dopo avere preventivamente informato della mossa anche il primo azionista delle Generali, Mediobanca, abbiano convinto, almeno lì per lì, l’ad del gruppo triestino a confermare il manager. Ambienti vicini ai tre soci, in ogni caso, hanno sempre confermato la fiducia all’operato di Greco.

La svolta e la vittoria di Greco
Poi, la svolta in un consiglio di amministrazione delle Generali risalente al 5 luglio. In quell’occasione, secondo le indiscrezioni di stampa di sabato 6 luglio, il cda avrebbe dato il via libera a Greco, consentendogli di andare avanti per la propria strada e risolvere in meno di un anno il rapporto di lavoro con Agrusti. Proprio in occasione di quel consiglio, fu affrontato, tra gli altri, il tema delle operazioni delle Generali con parti correlate (anche a seguito dell’indagine interna a opera dello stesso Greco), e quindi con manager del gruppo e azionisti. A questo proposito, la relazione semestrale delle Generali, pubblicata proprio nei giorni scorsi, spiegava che “gli approfondimenti (sulle operazioni con parti correlate, ndr) hanno evidenziato la sussistenza di talune irregolarità sul piano della governance interna, oltre a effetti economici negativi”. Tuttavia, “dall’esito degli approfondimenti svolti, il consiglio di amministrazione non ha ritenuto allo stato sussistenti le condizioni per avviare eventuali iniziative sul piano legale”. E siamo ormai arrivati a questi giorni d’estate a cavallo tra luglio e agosto, nei quali Greco, piazzando ufficialmente Donnet in Generali Italia senza permettere ad Agrusti di governare almeno un anno, sembra proprio avere vinto un braccio di ferro durato mesi con uno degli uomini più forti del Leone degli ultimi dieci anni.

generali, assicurazioni

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