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Molte delle responsabilità dell’instabilità politica che caratterizza il paese così come i presunti scenari d’ingovernabilità che molti analisti prevedono come esito del turno elettorale di fine mese, vanno certamente attribuite al ruolo della Chiesa Cattolica. La Chiesa, in questi ultimi anni, ha, infatti, perso i propri riferimenti politici smarrendo il suo ruolo di orientamento che fino ai tempi della prima e in parte della seconda repubblica aveva significato un esito elettorale maggioritario.
I mali della Chiesa, intesa come istituzione che interviene attivamente nella vita sociale e politica del nostro paese, in verità iniziano ben prima degli anni della seconda repubblica. Una lettura interessantissima a tal proposito è Cristo e/o Machiavelli di Giuseppe Prezzolini. Prezzolini vede la Chiesa con due anime. Quella propriamente cristiana, che non è e non dovrebbe essere di questo mondo, e quella delle gerarchie, politicamente e socialmente attiva. Prezzolini è affascinato dalla prima, ma è molto critico della seconda. Specie quella Chiesa post conciliare (Concilio Vaticano II) che decise, erroneamente secondo l’anarchico conservatore, di saltare sul carro della modernità sacrificando sull’altare di una maggiore e pervicace influenza nella vita pubblica dell’Italia molto della sua identità e ortodossia. Un segno di debolezza, quello della Chiesa che iniziò a comportarsi come un alleato politico di minoranza che per vedere affermati alcuni propri obiettivi politici è pronto a offrire il proprio bacino di elettori.
Una Chiesa debole, che non è più riferimento assoluto cui chi vuole governare deve guardare con riverenza, è costretta a individuare e appoggiare il partito vincitore, chiunque esso sia. Questo spiegherebbe quel maldestro endorsement verso Mario Monti a inizio campagna elettorale cui è seguita la brusca marcia indietro non appena le sensazioni sull’effettivo consenso elettorale del Prof. della Bocconi si sono notevolmente ridimensionate. A poche settimane dal voto non è chiaro quale partito goda dei favori della Chiesa a riprova dell’incertezza sull’esito delle urne. A riprova il silenzio radio della stampa e dei media di orientamento cattolico. Avvenire, il quotidiano dei vescovi  o ad esempio Vatican Insider, il portale dedicato agli affari delle gerarchie dello stato più piccolo e potente del mondo, in questi giorni si dedicano a rispolverare il repertorio.
Una cosa però è certa. Semmai con il nuovo governo dovessero arrivare IMU e patrimoniale, la Chiesa potrà sempre dire che Lui l’aveva detto: “A chi ha sarà dato e abbondantemente; a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha (Mt, 13,12)”. Amen.

E la Chiesa il 24 e 25 Febbraio che fa?

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