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Indipendenti per l’Italia, associazione promotrice di Verso la Terza Repubblica condivide le perplessità che Roberto Perissinotto, esponente di Italia Futura di Milano, ha rivolto al presidente Luca Cordero di Montezemolo nella sua lettera pubblicata da Formiche.net a proposito di alcune dichiarazioni di altri esponenti di Verso la Terza Repubblica come il presidente delle Acli Andrea Olivero o il presidente della Provincia di Trento Enrico Dellai, che sembrano prefigurare una Lista Monti pronta ad allearsi dopo le elezioni alla sinistra in funzione di “stampella” bersaniana.

Se questa fosse la linea politica di Verso la Terza Repubblica, noi non saremmo d’accordo. Ma in realtà in tutte le sedi (dagli editoriali sul portale Italia Futura alle dichiarazioni pubbliche, ultima quella di Andrea Romano esponente di Italia Futura ieri pomeriggio al convegno “Un’Agenda per l’Italia” promosso dalla nostra associazione) hanno detto chiaramente che la Lista Monti in corso di costituzione nasce “alternativa” sia alla rinascente destra populista di Berlusconi, sia alla sinistra dove albergano, nonostante gli encomiabili sforzi di Bersani che ha cercato di rassicurare perfino Barroso, pulsioni populiste che si propongono di “smantellare l’Agenda Monti”.

Noi ci siamo invece attivati per dare continuità al percorso di risanamento e sviluppo avviato da Monti nell’ultimo anno, che ha avuto effetti positivi sul recupero di credibilità del Paese e sul calo dei tassi d’interesse, leva essenziale non solo per evitare il fallimento dell’Italia, ma anche per rimettere il Paese su un percorso di sviluppo magari un po’ più lento, ma certamente più solido. A chi continua a ripetere che il bilancio economico di Monti è tutto negativo, faccio presente che un anno fa gli spread erano a 570 e oggi sono sotto 300 e i tassi sui titoli a breve termine erano tra il 5 e il 6% mentre oggi sono sotto l’1%.  Questo calo dei tassi significa miliardi risparmiati dal bilancio pubblico, cioè più risorse da destinare in futuro alla crescita e alla riduzione delle tasse.

E del resto la solenne quanto irrituale “candidatura” di Monti da parte del Partito popolare europeo alla vigilia dell’ultimo vertice di Bruxelles è la conferma che ci muoviamo nel solco dell’economia sociale di mercato, alternativa all’economia socialista, che richiede una maggiore libertà economica per le nostre imprese, un rafforzamento dei poteri di regolazione e controllo dello Stato, ma anche una radicale ristrutturazione degli apparati pubblici, con il dimezzamento dei costi della politica (dimezzamento dei parlamentari e delle Regioni, abolizione delle province, accorpamento dei Comuni, ristrutturazione della pubblica amministrazione), riduzione della spesa pubblica, privatizzazioni e liberalizzazioni, riduzione delle tasse.

Questa è la strada per collegare il risanamento allo sviluppo, non certo nuove tasse, come la patrimoniale proposta da Bersani, che aumenterebbe la recessione, oppure nuove spese pubbliche, magari con il nobile quanto illusorio intento di rilanciare l’occupazione, che come è noto, non si fa per decreto.

Non c’è dubbio, la Lista Monti sarà alternativa alla sinistra e alla destra, aperta al contributo di tutti coloro che condividono i punti dell’Agenda Monti.

Paolo Mazzanti

(Indipendenti per l’Italia aderente a Verso la Terza Repubblica)

 

 

Monti alternativo a Bersani (e alla patrimoniale)

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