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L’orizzonte europeo, la Germania e l’Italia. Il ruolo del Parlamento e del governo, quello della politica e dei tecnici. Il futuro per l’Italia visto dalla sinistra che non prevede “grandi coalizioni”, le possibili frizioni con gli alleati come sul tema dei diritti civili, l’attacco di Di Pietro al presidente Napolitano.
È una visione a tutto tondo quella che il presidente del Copasir Massimo D’Alema dà nell’intervista al Messaggero di oggi, a firma del caporedattore centrale Stefano Cappellini.
 
Parole razionali, misurate ma altrettanto nette.
“Le alleanze si facciano dopo il voto – è il pensiero di D’Alema – nessuna riedizione della grande coalizione che “sarebbe una prospettiva di ingessamento che indebolirebbe le istituzioni”.
D´Alema dice no alla grande coalizione perché, spiega, “per noi una collaborazione con Berlusconi è esclusa e non è auspicabile. Il Paese deve essere governato”. E ricorda che il Pd sta lavorando “per costruire un asse di governo che garantisca la continuità giusta con questo governo sul piano della credibilità internazionale e del rigore finanziario” sottolineando però che “la svolta a sinistra la dobbiamo imprimere noi”.
 
D´Alema torna anche sull´incidente tra Monti e Berlino a causa dell’intervista del premier allo Spiegel: “Doveva essere più cauto sul ruolo del Parlamento in Germania” anche se “in questo momento non riconoscerei ai tedeschi il ruolo di campioni nella difesa della democrazia anche perché il rischio è che si difenda solo nei paesi più forti mentre agli altri resta solo il dovere di fare i cosiddetti compiti a casa”.
 

La lezione di Politica di D’Alema

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