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Chi sarà il nuovo Direttore generale del ministero dell’economia e delle finanze? È la domanda che aleggia in via XX Settembre e non solo da ormai più di due mesi, da quando Vittorio Grilli ha giurato come viceministro di Monti al Mef. L´interim è una soluzione provvisoria ed il primo a saperlo è lo stesso ministro-premier. L´ex presidente della Bocconi vuole evitare nuovi fronti polemici ma, al contempo, sa che quella del direttore generale non è una posizione qualunque. Prima di Grilli, c´era Domenico Siniscalco, ora in Morgan Stanley e già ministro dell´economia (poltrona acquisita proprio da Dg). Altro direttore generale “eccellente” è stato Mario Draghi, ora numero uno della Bce. Non stupisce quindi che l´attesa sia grande e che inizino a circolare le prime indiscrezioni.
 
In pole position c´è sicuramente Vincenzo La Via, attuale Cfo della World Bank e in precedenza direttore del Debito pubblico al Mef. Anagrafe e curriculum sono dalla sua. Non è un caso che il suo sia il primo nome ad essere uscito sui giornali. Certo, il suo standing potrebbe risultare persino ingombrante e non è detto che un governo tecnico voglia assumersi la responsabilità di una scelta così forte.
Un’alternativa valida, efficace mediaticamente e coerente con la linea di continuità mantenuta a via XX settembre, potrebbe essere Maria Cannata, l´attuale direttore del Debito pubblico italiano. È lei che da anni combatte con lo spread e si occupa della collocazione dei nostri titoli di Stato. È conosciuta ed apprezzata dai mercati e, pur essendo stimata dall´ex ministro Tremonti, è politicamente neutrale.
Terzo nome è quello di Stefano Scalera, direttore del Patrimonio pubblico e da poco direttore dell´Agenzia del Demanio. È una figura giovane, ha soli 45 anni, ma già un curriculum invidiabile e tutto maturato dentro il Mef. Una sua eventuale indicazione difficilmente sarebbe interpretabile come una scelta provvisoria.
In ogni caso, quale che sarà la decisione che prenderanno Monti e Grilli, non c´è dubbio che dal serbatoio di via XX settembre non mancano soluzioni adeguate al caso. Anche se le ultime notizie danno come possibile l’ipotesi di un direttore esterno. Se si attingesse al mondo privato di McKinsey o delle banche d´affari sarebbe una beffa non gradita ad una struttura già mortificata da un ministro ombra, lo stimatissimo Giarda, che “opera” però dal ministero dell´Attuazione del programma che fu di Rotondi.
 
Sull’ipotesi di un direttore esterno con pieni poteri parla oggi La Stampa con un articolo di Alessandro Barbera. Secondo il quotidiano torinese, sul tavolo ci sarebbero tre nomi a riguardo. Dario Scannapieco, classe 1967, già responsabile privatizzazioni del Tesoro, è da quattro anni vicepresidente della Banca europea per gli investimenti, considerato l’ultimo dei “Draghi boys” e nome forse molto gradito a Grilli. Pietro Garibaldi, 1968, membro del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo e autore insieme a Tito Boeri del cosiddetto “contratto unico”. E dulcis in fundo, la persona che alcuni rumors vogliono in cima alle preferenze di Monti, Alberto Giovannini, ex professore della Columbia University e capo economista insieme a Francesco Giavazzi al Mef fino al 1994 quando i due lasciarono il posto proprio a Grilli e La Via.

Mef: AAA direttore generale cercasi

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