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La Francia chiude nove stazioni di polizia cinesi clandestine

La Francia ha smantellato nove strutture clandestine riconducibili alla sicurezza pubblica cinese. Secondo Le Monde, erano usate per sorvegliare la diaspora e per fare pressione sui dissidenti. Uno sviluppo che riporta l’attenzione sul dossier della repressione transnazionale di Pechino in Europa e non solo

Terzi rilancia il coordinamento transatlantico contro le ingerenze cinesi

L’incontro tra il senatore Giulio Terzi di Sant’Agata e una delegazione di senior staffer del Congresso americano riporta al centro il tema delle interferenze cinesi in Europa e negli Stati Uniti. Dalle attività del Fronte unito alle stazioni di polizia clandestine, fino al modello Fara, la cooperazione transatlantica intende favorire la costruzione di una risposta comune e coordinata contro strategie di influenza, disinformazione e manipolazione cognitiva. “La Commissione speciale rappresenta una straordinaria fonte di analisi sulla molteplicità delle minacce poste dal Partito comunista cinese, sia in patria sia all’estero”, commenta Laura Harth su Formiche.net

Il caso El Money e la strategia del sabotaggio usa e getta

Il caso Lavrynovych riporta al centro dell’attenzione britannica l’impiego di giovani reclutati sui social per compiere incendi, ricognizioni e atti intimidatori. Secondo Reuters, Londra vede in questi episodi una forma crescente di guerra per procura, utile alla Russia, all’Iran e a reti criminali per colpire l’integrità Uk senza però esporsi direttamente

La Royal Navy ferma Smyrtos, la petroliera della flotta ombra russa

I Royal Marines hanno abbordato nel Canale della Manica la petroliera Smyrtos, ritenuta parte della rete usata da Mosca per aggirare le sanzioni sul petrolio. È la prima operazione britannica di questo tipo. Sullo sfondo, la scelta di Londra di trasformare la pressione economica sulla Russia in interdizione marittima

Taiwan apre un portale per raccogliere segnalazioni d’intelligence da cittadini cinesi

Taipei ha lanciato una piattaforma per consentire ai cittadini cinesi, in patria o all’estero, di trasmettere informazioni al National Security Bureau. E Taiwan denuncia un aumento delle attività di spionaggio cinesi

Così la Cina prova a influenzare il dibattito americano sull’IA

Secondo un rapporto di OpenAI, due reti di account riconducibili alla Repubblica popolare cinese hanno utilizzato ChatGpt per produrre contenuti destinati a influenzare il dibattito statunitense su data center, tariffe e competizione tecnologica

Isis, la condanna in Belgio svela una rete terroristica diretta dalla Finlandia

Il servizio di intelligence finlandese rivendica il ruolo avuto nell’operazione che ha portato alla condanna, ad Anversa, di Ruslan Meyriev. Secondo il Supo, l’inchiesta ha permesso di disturbare una rete connessa allo Stato islamico, attiva tra Europa e aree limitrofe, capace di finanziare e orientare piani di attacco fuori dal territorio finlandese

Così Teheran usa la criminalità europea per colpire Israele e Occidente

Il caso Foxtrot evidenzia l’impiego della criminalità organizzata come strumento proxy per la pressione iraniana in Europa, che si muove tramite reti locali, reclutamenti online, giovani pagati per colpire obiettivi sensibili e l’arruolamento di minorenni

Snowden nella campagna dell’Fsb contro Big Tech e smartphone Apple

La televisione di Stato russa ha usato l’ex Nsa per rafforzare la narrazione dei servizi di Mosca sulla sorveglianza occidentale e su Apple, Google, Microsoft e alcune infrastrutture del web globale. Più che una rivelazione tecnica, la costruzione discorsiva del Cremlino sembra voler necessariamente saldare sicurezza digitale, controllo del Runet e sfiducia verso le piattaforme occidentali

Perché l'Italia ha bisogno di una strategia di sicurezza cognitiva nazionale. Scrive Germani

La guerra cognitiva emerge come minaccia crescente per le democrazie liberali, sfruttando social media, IA e neuroscienze. E l’Italia, bersaglio strategico per posizione geopolitica e fragilità interne, deve dotarsi con urgenza di una strategia nazionale di sicurezza cognitiva. Il commento di Luigi Sergio Germani, Direttore Istituto Gino Germani di Scienze Sociali e Studi Strategici

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