La chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, in risposta all’operazione statunitense Epic Fury, ha evidenziato il valore strategico dei chokepoint marittimi per la sicurezza energetica globale. Teheran ha usato il controllo dello Stretto come leva di deterrenza e pressione economica. Al contempo, il corridoio ferroviario Teheran–Xi’an ha attenuato gli effetti sui traffici, confermando l’importanza di reti logistiche diversificate e resilienti. L’analisi di Simone Casoni (Geopolitica.info)
SEC360

SEC360 è uno spazio di approfondimento dedicato alle trasformazioni della sicurezza internazionale, della difesa e delle relazioni transatlantiche. Nato dalla collaborazione tra Formiche e il Centro Studi Geopolitica.info, propone ogni mese analisi e interpretazioni sulle dinamiche che stanno ridefinendo gli equilibri globali.
Dalla competizione tra grandi potenze alla deterrenza, dalle strategie di alleanza alla corsa agli armamenti, dalle crisi regionali alle nuove dimensioni del conflitto, SEC360 osserva il sistema internazionale attraverso le categorie del potere, della sicurezza e dell’interesse nazionale. Uno sguardo a 360 gradi sui principali vettori di instabilità, sulle scelte strategiche degli Stati e sulle trasformazioni dell’ordine internazionale.
Perché il futuro della leadership americana nella Nato passa da Ankara
Il Summit di Ankara si svolge in un momento di profonda trasformazione dell’Alleanza, chiamata a confrontarsi con il rafforzamento della deterrenza nei confronti della Russia, la crescente competizione con la Cina e il riequilibrio delle responsabilità tra gli Alleati. In questo contesto, una maggiore assunzione di responsabilità da parte degli europei è considerata essenziale per consentire a Washington di concentrare maggiori risorse sull’Indo-Pacifico. L’analisi di Cristina Martinengo, Programma Stati Uniti del Centro Studi Geopolitica.info








