Il rapporto Agents of Chaos, pubblicato dalla Casimir Pulaski Foundation di Varsavia, descrive la strategia di lungo periodo condotta dalle agenzie russe e bielorusse, che mira a disgregare la coesione delle democrazie occidentali
Le guerre ibride rappresentano una forma di conflitto che utilizza la combinazione sinergica di strumenti asimmetrici come la disinformazione, la guerra economica, gli attacchi informatici e l’uso di attori non statali per destabilizzare un avversario, rimanendo al di sotto della soglia del conflitto dichiarato.
All’interno di questo paradigma si colloca la guerra cognitiva, il cui campo di battaglia è la mente umana. Qui l’obiettivo non è tanto distruggere infrastrutture o eserciti, quanto influenzare percezioni, decisioni e comportamenti, sfruttando i meccanismi psicologici e cognitivi della popolazione, dei leader e delle istituzioni, minando il capitale umano delle democrazie liberali.
Scudi sovrani e alleanze operative. La difesa di Canberra dalla minaccia ibrida permanente
Di fronte alle minacce ibride e cognitive, Canberra ha adottato un modello di difesa multi dominio fondato su tecnologie e infrastrutture sovrane, integrate con quelle dei Paesi partner. Un approccio organico, che unisce sinergie civile-militari e cooperazione pubblico-privato, pensato per aumentare resilienza, interoperabilità e deterrenza
Uno scudo contro le minacce ibride è possibile. Parla Lombardo (Azione)
Il senatore Marco Lombardo ha presentato un proposta di legge per istituire uno scudo democratico per tutelare i processi elettorali dalle interferenze straniere e dalle forme di guerra cognitiva che minacciano le istituzioni e la libera informazione. In cosa consisterà? Conversazione con il parlamentare di Azione
Consiglio Supremo di Difesa. L’Italia porta la guerra cognitiva sul tavolo della sicurezza nazionale
Il Quirinale pone al centro dell’agenda la resilienza cognitiva e la sicurezza epistemica del Paese. Il Consiglio supremo di Difesa valuterà le minacce ibride, le operazioni di manipolazione delle percezioni e di guerra cognitiva rivolte contro l’Italia e l’Europa
Ingegneria dell'influenza. Così si costruisce la manipolazione delle percezioni
Dalla psicologia cognitiva alla disinformazione, la manipolazione delle percezioni vuole catturare l’attenzione e orientare rabbia, confusione, dissenso e paura. Tra social network, canali televisivi e bolle di opinione, messaggi ripetuti e narrazioni emotive si intrecciano per modellare la percezione pubblica e ciò che la cittadinanza ritiene vero o possibile
Verso un Consiglio di sicurezza nazionale per le minacce ibride?
Le operazioni ostili ibride, condotte al di sotto della soglia della guerra convenzionale, stanno spostando il conflitto dal dominio militare a quello informativo, percettivo, emozionale. Per rispondere a un attacco che è insieme cognitivo, tecnologico e politico, occorre una struttura strategica permanente: un Consiglio di Sicurezza Nazionale sulle minacce ibride
L’Erasmus del dragone in Europa. Ecco gli accordi con gli atenei da Roma a Bruxelles
Gli accordi tra gli atenei italiani ed europei con Pechino obbligano ad un ripensamento su come preservare l’apertura dei sistemi accademici e di ricerca occidentali di fronte alle infiltrazioni strategiche degli attori ostili
Risiko o Monopoly? Il Ponte di Biserta tra Pechino, Bruxelles e Roma
Finanziato dall’Europa ma costruito da una società cinese, il ponte di Biserta è un tassello della competizione globale per il controllo delle rotte e dei dati nel Mediterraneo. Qui Pechino, Bruxelles e Roma giocano una partita di soft power, deterrenza e capacità di sovranità digitale
Ecco la strategia Uk contro la manipolazione informativa
Nel nuovo ecosistema digitale, la verità è diventata una questione di sicurezza nazionale. Il Regno Unito aggiorna la propria strategia di difesa cognitiva con il Resist 3, il framework del Government Communication Service che ridefinisce la comunicazione pubblica come pilastro della sicurezza democratica
Da Mosca, anatomia di un’operazione di influenza
Il Cremlino utilizza testate internazionali, oltre a quelle statali, come strumento di influenza e di propaganda ibrida volta a modellare la percezione globale del conflitto e della Russia stessa. Eccone un caso pratico

















