Frauke Petry, cosa pensa la leader AfD di Merkel, Cameron e Draghi

Frauke Petry, cosa pensa la leader AfD di Merkel, Cameron e Draghi

La Bce di Mario Draghi è fuori controllo e va fermata. Bene le posizioni di David Cameron sull’Europa. Pessima la gestione della questione profughi da parte di Angela Merkel. Sono alcuni dei giudizi espressi in queste ore e negli ultimi giorni dalla leader di AfD (Alternative fuer Deutschland), Frauke Petry, soddisfatta per l’esito elettorale in Germania.

IL VOTO NEI TRE LAENDER

Domenica 13 marzo i cittadini dei Laender Baden-Württemberg, Renania-Palatinato e Sassonia-Anhalt sono stati chiamati alle urne per eleggere i nuovi governatori dei tre Lander tedeschi.

LA QUESTIONE PROFUGHI

Queste elezioni costituiscono anche una sorta di referendum sull’operato della Cancelliera tedesca, da circa 10 anni alla guida del Paese. Il tema sul quale gli elettori si sono divisi – secondo gli osservatori – è la gestione della crisi dei migranti, specie per le aperture della Cancelliera Angela Merkel sui profughi siriani.

I DATI E I PRIMI COMMENTI

La tornata elettorale fa registrate una crescita dell’AFD (Alternative fuer Deutschland) – partito di destra ed euroscettico – guidato da Frauke Petry, un passato da manager della chimica, e oggi alla guida del partito che fa discutere la Germania. Ottenuto più del 24 per cento dei voti in Sassonia-Anhalt – regione caratterizzata da un radicato sentimento anti immigrati – il 12.6 per cento in Renania-Palatinato, e il 15.1 per cento in Baden-Württemberg, all’AFD viene riconosciuto il merito di aver portato alle urne anche coloro i quali sono sempre stati poco inclini ad esercitare il proprio diritto di voto, commenta il Washington Post. “È la prima volta, dalla fine della Seconda guerra mondiale, che un partito alla destra dell’Unione Cdu-Csu raccoglie un consenso del genere”, ha notato il Corriere della Sera.

CHE COSA DICE PETRY SUI MIGRANTI

Cosa pensi Frauke Petry sulla questione migranti non lascia spazio all’immaginazione. “Su Angela Merkel e i governi che l’hanno preceduta grava la responsabilità di una politica migratoria catastrofica. Di questo passo, è una traiettoria che rischia di spazzare via l’Europa democratica e liberale degli ultimi decenni”, ha detto oggi la leader di AfD alla corrispondente di  Repubblica da Berlino Tonia Mastrobuoni.

Il britannico The Guardian, una settimana fa, riportava le (dure) parole rilasciate da Petry durante un’intervista al quotidiano Mannheimer Morgen: “La polizia di frontiera dovrebbe fermare i migranti nel loro tentativo di entrare nel paese illegalmente. Se necessario, dovrebbero ricorrere alle armi da fuoco”.

A causa di simili dichiarazioni, Frauke Petry ha fatto presto a ritrovarsi nell’occhio del ciclone. E quando Repubblica le chiede spiegazioni della frase, Petry prima afferma che la riproduzione sbagliata e fuorviante delle sue parole (“voglio sparare ai profughi”) è diffamante. Poi aggiunge: “La verità è che i vecchi partiti ci temono e che i media pensano solo a fare audience. Per raggiungere questo scopo, ogni mezzo è giustificato”.

E ancora, commentando le parole rilasciate dal suo vice, Alexander Gauland, il quale ha affermato che non ci si deve far ricattare dagli occhi dei bambini migranti, Frauke Petry ha detto che “un’immagine del genere scongiura una discussione aperta e critica sulle politiche migratorie. Abbiamo già vissuto […] un dibattito sull’immigrazione viziato dal tentativo di usare immagini del genere per promuovere […] le politiche di benvenuto”.

In merito al tema dei bambini migranti la Petry si era già espressa il 12 febbraio, come si legge sul suo sito ufficiale. “È triste e scandaloso che circa 5.000 bambini rifugiati siano scomparsi in Europa. Il pensiero che alcuni di questi bambini siano caduti nelle mani di criminali, come teme l’Europol, è intollerabile. […] Questa tragedia umanitaria è dovuta anche al fatto che il continuo flusso di immigrati è incontrollabile. Questo rende quasi impossibile proteggere i bambini non accompagnati nella massa di milioni di immigrati”.

COSA PENSA LA LEADER AFD DI EURO E BCE

Altri temi cari all’AFD, e alla sua presidentessa, sono l’Euro e l’Europa unita. O meglio, la loro rivisitazione, se non abolizione.

Sul sito ufficiale del partito è scritto: “Faremo in modo che i poteri legislativi vengono ritrasferiti ai parlamenti nazionali. Sosterremo una riforma dell’Unione europea per ridurre la burocrazia di Bruxelles e promuovere la trasparenza. Il Parlamento europeo ha fallito nello svolgere il suo ruolo di contrappeso rispetto alla Commissione. Sosteniamo con forza le posizioni di David Cameron”.

A Repubblica ha oggi affermato: “È l’Europa intera che avrebbe bisogno di chiudere con l’esperienza dell’euro. Bisognerebbe tornare alle monete nazionali o a gruppi più piccoli che mantengano una valuta unica. Anche la Germania ne avrebbe bisogno. Ogni Paese ha bisogno della moneta che si adegua meglio alla sua economia. Siccome l’euro non può rispettare questa elementare regola economica, va abolito. Altrimenti i divari economici – e sociali – tra singoli Paesi non faranno che crescere”.

Sul sito ufficiale del partito, in una dichiarazione della candidata, si legge; “La BCE di Mario Draghi è fuori controllo. L’AFD farà di tutto affinché la sua politica non sia perpetuata […] Chiediamo che il costo della cosiddetta politica di salvataggio (dei Paesi irrimediabilmente indebitati come la Grecia) non sia a carico del contribuente. Chiediamo un divieto immediato sull’acquisto di carta straccia da parte della Banca centrale europea. L’inflazione non deve erodere i risparmi dei cittadini”.

ultima modifica: 2016-03-14T13:11:24+00:00 da Zeffira Zanfagna

 

 

Chi ha letto questo articolo ha letto anche: