Metalmeccanici, ecco tutti i dettagli sul rinnovo del contratto

Metalmeccanici, ecco tutti i dettagli sul rinnovo del contratto
Il punto di Antonello Di Mario

Quasi un anno di trattative per rinnovare il contratto dei metalmeccanici, scaduto a fine del 2015 e venti ore di sciopero. Solo ieri la sigla unitaria del contratto nazionale in questione per il quadriennio 2016-2019. Hanno firmato Federmeccannica, Assistal e le tre sigle sindacali Fiom, Fim e Uilm.

L’ACCORDO A REGIME

A regime si stima un aumento mensile medio di circa 92 euro, calcolando tutte le diverse voci, dal recupero previsto per l’inflazione al welfare. Sempre a regime, si stimano incrementi mensili medi in busta paga di 51,7 euro per la prevista inflazione (con un tasso stimato al 2,7%), di 7,69 euro per la previdenza integrativa, di 12 euro per l’assistenza sanità, estesa ai familiari. A cui si aggiungono 13,6 euro di salario non tassato (che includono 450 euro annui di ‘ticket’ più l’una tantum di 80 euro da erogare a marzo prossimo). Completano il quadro 7,69 euro di formazione. Riassumendo si tratta precisamente di 92,68 euro mensili. Così si chiude il rinnovo per un milione di metalmeccanici dopo una trattativa durata più di un anno e una ‘no stop’ iniziata mercoledì. Sul filo di lana sono stati infatti superati gli scogli: niente decalage e recupero del 100% dell’inflazione per tutta la durata del contratto e riconoscimento pieno degli scatti di anzianità.

UNA SVOLTA SECONDO STORCHI 

La sigla del contratto segna “un punto di svolta nelle relazioni industriali”. Così il presidente di Federmeccanica, Fabio Storchi, al termine della trattativa per il rinnovo. Per Storchi l’accordo rappresenta anche un “benchmark di riferimento per tutta l’industria del Paese”, ovvero un parametro di base, in grado di fare da apripista.

LA CENTRALITÀ DEL CCNL PER PALOMBELLA 

“Con questo rinnovo abbiamo ribadito la validità del contratto collettivo nazionale che resta elemento portante a difesa dei lavoratori- ha detto Rocco Palombella, segretario generale della Uilm- Si tratta di un’intesa che non ha vincitori e vinti, perché hanno vinto tutti e il contratto nazionale ribadisce una struttura portante basata su salario, previdenza integrativa, sanità integrativa, formazione e diritto allo studio che le parti dovranno gestire unitariamente ed in prospettiva. Ancora una volta i metalmeccanici risultano fondamentali per contribuire alla relazioni industriali del Paese e alla politica contrattuale che le caratterizza. Oggi è una data storica in tal senso e siamo estremamente soddisfatti”.

CONTRATTO IMPEGNATIVO PER BENTIVOGLI

“Quello che è stato sottoscritto oggi –ha sottolineato Marco Bentivogli, numero uno della Fim-CISL –  è un contratto fortemente impegnativo e innovativo, centrato su elementi nuovi o rinnovati che muteranno profondamente ruolo, partecipazione, competenze e riconoscimento della professionalità dei lavoratori nelle aziende. Il diritto soggettivo più importante per tutti i metalmeccanici, dopo quello su salute e sicurezza, diventa quello della formazione a partire. ad esempio, da una campagna di recupero del gap di competenze digitali, assieme ad un rinnovato ed aggiornato diritto allo studio. Viene inoltre, finalmente, riconosciuto anche nel nostro Paese, come in gran parte d’Europa, il valore della partecipazione dei lavoratori e del sindacato nelle scelte strategiche aziendali, istituendo il Comitato consultivo di partecipazione in tutte le grandi aziende, e diffondendo la contrattazione di secondo livello per aumentare la produttività e valorizzare il contributo dei lavoratori”.

UN CONTRATTO PULITO PER LANDINI

“Un contratto pulito e senza scambi”. Così Maurizio Landini, segretario generale della Fiom-Cgil, ha definito l’accordo. Il nuovo contratto “garantisce a tutti i metalmeccanici nuovi diritti”, ha spiegato, sottolineando quanto sia stato importante aver costruito “un sistema di relazioni in cui vengono riconosciute l’intelligenza e la dignità delle persone attraverso il diritto alla formazione, la difesa del potere d’acquisto, la sanità integrativa, la tutela del salario e il sostegno al reddito. In questo momento bisogna unire le esigenze e i bisogni. Ed è importante che con questo contratto si sia ritrovata un’unità, quella che serve al Paese in questo momento. Si tratta di un accordo che ha mantenuto la centralità del contratto nazionale e che prevede la tutela del potere di acquisto per tutti insieme allo sviluppo della contrattazione aziendale”.

 LE REAZIONI DEL GOVERNO

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi si è dichiarato “molto contento del contratto dei metalmeccanici, è un bel passo in avanti”. E subito dopo il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha aggiunto:”Sono davvero soddisfatto per il rinnovo di un contratto che interessa un vasto numero di lavoratori; le organizzazioni sindacali e imprenditoriali hanno fatto, in modo unitario, un buon lavoro e hanno raggiunto, attraverso un confronto approfondito, un risultato che contiene elementi di novità importanti e positivi. E’ un bel segnale per l’industria manifatturiera che continua a rappresentare un asse di sviluppo centrale per il futuro del nostro Paese”.

I GIUDIZI DI CONFINDUSTRIA

“L’accordo conferma l’idea che il contratto nazionale diventa un contratto che ha una dimensione regolatrice che spinge sui contratti aziendali, legandoli molto alla produttività e spinge verso un modello che è di collaborazione per la competitività interna alle fabbriche”, ha dichiarato il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, mentre il suo vice Maurizio Stirpe, con delega alle relazioni industriali, ha rincarato la dose:“E’ chiaro –ha spiegato- che siamo pronti ad aprire la discussione sul futuro modello contrattuale avendo anche degli importanti paletti di riferimento come una contrattazione di primo livello che abbia soprattutto un carattere di regolamentazione e preveda minimi salariali di garanzia e poi occorre spingere sulla contrattazione di secondo livello per favorire lo scambio salari-produttività”

IL COMPIACIMENTO DI CGIL, CISL E UIL

“Un’ottima notizia che dimostra che le regole che ci siamo dati funzionano e che l’unità di intenti tra i sindacati confederali porta risultati ai lavoratori”, ha commentato il leader Cgil, Susanna Camusso.”E’ davvero una bella notizia per i lavoratori, per il movimento sindacale e per il clima generale del Paese la firma del nuovo contratto”, sottolinea il leader della Cisl Annamaria Furlan. “Il contratto dei metalmeccanici, firmato unitariamente-ha dichiarato il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo- è uno degli eventi sindacali più importanti dell’anno. La Uil ha collocato al centro della propria azione il ruolo contrattuale del Sindacato. Abbiamo perseguito con determinazione e caparbietà questo obiettivo puntando sulla firma dei rinnovi contrattuali e i frutti stanno arrivando. Ora, tocca subito al pubblico impiego. E così il 2016 potrà davvero essere ricordato come l’anno dei contratti. Si prepari poi Confindustria: anche il tempo della riforma delle relazioni industriali e del nuovo sistema contrattuale è ormai maturo. La sfida dell’industria 4.0 deve essere accolta nella sua interezza e per far ripartire la produttività, dunque, bisogna puntare sul benessere lavorativo, su innovazione e su ricerca”.

LA DATA DEL REFERENDUM TRA I LAVORATORI

Tra il 19 ed il 21 dicembre si svolgerà il referendum tra i lavoratori per la validazione del rinnovo. Il contratto sarà valido se votato a maggioranza semplice, un principio che le stesse imprese hanno riconosciuto valido in un allegato al testo dell’accordo.

Il Focus sui punti salienti dell’intesa:

  • Aumenti – L’intesa prevede a regime un aumento medio mensile di 92,67 euro, cifra comprensiva di parte salariale, welfare, formazione. Per il recupero dell’inflazione sono previsti 51,7 euro, per il salario non tassato 13,5, 7,69 per la previdenza, 12 per sanità e 19 per welfare; in totale sono 85 euro a cui vanno aggiunti 7,69 euro per la formazione. L’aumento medio calcolato al quinto livello è di 89 euro. I 13,6 euro comprendono anche 80 euro come una tantum in pagamento a marzo prossimo.
  • Posizioni di partenza – Federmeccanica non prevedeva alcun incremento per il 2016 e un beneficio solo per chi ha un salario individuale inferiore a quello di garanzia. La proposta è stata immediatamente bocciata da Fim, Fiom, Uilm, secondo cui l’aumento sarebbe andato ad appena un 5% dei lavoratori. La piattaforma di Fim e Uilm chiedeva un aumento di 105 euro mensili (per il quinto livello), e sulla stessa linea la Fiom. I sindacati hanno risposto con venti ore di sciopero, decine di manifestazioni, blocchi degli straordinari e delle flessibilità.
  • Salario ​- Riconoscimento dell’inflazione ex post anno su anno a partire dal 2017. Incrementi retributivi dal mese di giugno di ciascun anno (e non gennaio).
  • Assistenza sanitaria - Prevista Meta’salute, l’assistenza sanitaria integrativa (156 euro totalmente a carico delle aziende e riconosciuto a tutti i lavoratori metalmeccanici e ai loro familiari a carico, anche ai conviventi).
  • Welfare aziendale – Previsti Flexible Benefits pari a 100 euro nel 2017, 150 euro nel 2018, 200 euro nel 2019. Soldi netti da spendere, a titolo di esempio, come “carrello della spesa”, buoni carburante, spese scolastiche, e altri beni e servizi.
  • Formazione – Dal 1 gennaio 2017 le aziende coinvolgeranno i lavoratori a tempo indeterminato ad effettuare, nel triennio, almeno un percorso di formazione di 24 ore pro-capite a loro carico. In assenza di percorsi aziendali, il lavoratore ha il diritto di ricercare e partecipare a corsi di formazione all’esterno, con un contributo di spese direttamente a carico delle aziende fino a 300 euro.
  • Diritto allo studio – Per i lavoratori studenti universitari, oltre i giorni retribuiti per ciascun giorno d’esame e le 120 ore annue non retribuite, le 150 ore retribuite triennali (50 ore annue) potranno essere utilizzate con maggior flessibilità per la preparazione degli esami. Oltre i 9 esami triennali il lavoratore avrà diritto a 16 ore retribuite aggiuntive per ogni esame.
  • Congedi parentali - Il padre lavoratore e la madre lavoratrice, per ogni bambino nei primi suoi dodici anni di vita, hanno diritto al congedo parentale che potrà essere utilizzato anche su base oraria (a gruppi di due o quattro ore) oltrechè giornaliera o continuativa.
  • Previdenza complementare – Cometa, la previdenza integrativa, vede aumentare il contributo a carico dell’azienda dall’1,6% al 2% per incentivare e valorizzare uno strumento fondamentale per le pensioni del futuro, soprattutto per i giovani.
  • Permessi per eventi, cause particolari, ex art 33, L.104. - Il lavoratore ha diritto ad usufruire di 3 giorni di permesso retributi in caso di decesso o di grave infermità del coniuge anche legalmente separato, o di un parente di secondo grado anche non convivente. I permessi legge 104 sono cumulabili; il lavoratore deve presentare un piano di programmazione mensile.
  • Salute e sicurezza – Istituita un Commissione con il compito di realizzare un evento annuale a livello nazionale, degli approfondimenti. Nelle aziende con almeno 200 dipendenti si terranno due incontri annuali nelle diverse aree di lavoro, per metà del tempo in orario di lavoro, sui fattori di rischio e per individuare le possibili soluzioni; saranno sperimentati i cosiddetti break formativi dei lavoratori, di 15/20 minuti in orario di lavoro, di aggiornamento sulle procedure di sicurezza dell’area di lavoro. Si introduce infine una piccola ma significativa novita’, prevedendo Gli RLS saranno dotati di elementi di identificazione (cartellino, badge, spilla, ecc.) per valorizzare il loro ruolo in azienda. Vengono aumentate lievemente le ore a disposizione del singolo RLS nelle aziende oltre i 300 dipendenti (elevate a 72 ore annue) e oltre i 1000 (elevate a 76 ore annue).
  • Trasferimenti – Per i trasferimenti individuali di sede di lavoro viene portata a 52 anni (oggi 50) per gli uomini e a 48 per le donne (oggi 45) l’età oltre la quale i trasferimenti possono avvenire solo in casi eccezionali.
  • Comitato consultivo di partecipazione – Viene istituito nelle aziende con oltre 1.500 dipendenti e con almeno due unità produttive con più di 300 dipendenti, o almeno una unità produttiva con almeno 500 dipendenti, su richiesta di una delle parti. Il comitato verrà convocato dall’azienda in caso di scelte strategiche rilevanti su cui verrà chiesto il parere del sindacato.
  • Appalti – Viene introdotto, in modo condiviso, il principio di salvaguardare l’occupazione in caso di cambio appalto nell’ambito dei pubblici servizi. Su richiesta di una delle parti, verrà attivato un tavolo di confronto che coinvolgerà le organizzazioni sindacali, l’impresa uscente e quella subentrante, allo scopo di definire l’ambito del “cambio appalto”, il numero dei lavoratori coinvolti.
  • Contrattazione territoriale – Rilancio della contrattazione aziendale con parametri variabili per rilanciare la produttività aziendale e far crescere i salari. Gli Osservatori territoriali, per la prima volta, avranno il compito di promuovere la contrattazione aziendale anche in quelle aziende in cui non c’è.
ultima modifica: 2016-11-27T10:27:14+00:00 da Antonello Di Mario