David Borrelli, chi è (e cosa pensa) l’eurodeputato M5s regista dell’accordo sfumato con Alde

David Borrelli, chi è (e cosa pensa) l’eurodeputato M5s regista dell’accordo sfumato con Alde
Tutti i dettagli e le curiosità sull'europarlamentare grillino che ha favorito l'adesione dei deputati europei del Movimento 5 Stelle al gruppo liberal-democratico Alde che ha avuto oggi il sì del 78% dei militanti del movimento fondato da Grillo e Casaleggio. Ma poi Alde si è tirata indietro...

Prima di chiedersi perché il Movimento 5 Stelle abbia proposto all’improvviso ai suoi iscritti di rompere l’alleanza con gli euroscettici dell’Ukip per accasarsi a Bruxelles nel gruppo liberale e turbo-europeista dell’Alde, è bene chiedersi perché tra i grillini non si parli più di uscita dall’euro. Perché, insomma, l’Unione europea non è più un’elefantiaca struttura da combattere ma un’opportunità (e una straordinaria fucina di risorse). Sono domande che alcuni anti-europeisti doc vanno ripetendo da tempo: è il caso dell’ex capo comunicazione di Beppe Grillo, Claudio Messora, e del responsabile economico della Lega Nord a trazione salviniana Claudio Borghi Aquilini. Peccato che in pochi li abbiano ascoltati in questi mesi.
Per rispondere a entrambi i quesiti occorre parlare di un personaggio influentissimo all’interno del Movimento ma rimasto finora più nell’ombra di altri: l’europarlamentare David Borrelli. Che nelle scorse settimane, come ha raccontato Formiche.net, si è speso molto per contrastare lo status di economia di mercato alla Cina; una battaglia condivisa anche dalla Confindustria.

IL REGISTA DELL’OPERAZIONE ALDE

I giornali di oggi lo descrivono come il vero regista dell’operazione di sganciamento dagli euroscettici di Nigel Farage. “A ordire la trama – scrive il Corriere della Sera – David Borrelli, il braccio destro di Davide Casaleggio a Bruxelles, il Cinque Stelle che a giugno ha incassato la stima pubblica dell’ex premier Mario Monti (ricordiamo che Scelta Civica era schierata con Alde)”. Aggiunge Repubblica: “La mossa di lasciare il partito euroscettico di Nigel Farage e cercare un’intesa con i liberali di Guy Verhofstadt è stata decisa a tavolino nella sede della Casaleggio Associati. E a farlo sono state tre persone: Davide Casaleggio e Beppe Grillo, ovviamente (che oggi saranno a Bruxelles). Insieme all’unico europarlamentare che fino a ieri ne era a conoscenza, David Borrelli, triumviri – insieme a Casaleggio e Max Bugani – dell’associazione Rousseau”. “Chi ha deciso, comunque, tempistica e contenuto della svolta sull’Alde?” si chiede il bene informato Jacopo Iacoboni su la Stampa. “Le impronte di Davide Casaleggio, attraverso il suo fedelissimo David Borrelli, sono ovunque”.
Il Messaggero va oltre, parla di Borrelli come di un “veneto trasversalissimo, contrario all’uscita dall’euro, affine al Renzi-pensiero e a Confindustria come dicono i detrattori interni, che siede accanto a Davide Casaleggio nell’associazione Rousseau e che è riuscito a convincere Massimo Colomban ad approdare in Campidoglio per aiutare Virginia Raggi”.

IDEE E INIZIATIVE DI BORRELLI

Quarantasei anni, di Treviso, imprenditore nel settore informatico, David Borrelli nel 2008 è stato il primo consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, eletto nel capoluogo veneto. E’ un grillino della prima ora, ma non fa parte dell’area barricadera e movimentista desiderosa di tornare allo spirito delle origini, identificabile in esponenti come il napoletano Roberto Fico. Nient’affatto, Borrelli è sensibile ai temi delle Pmi così diffuse nel suo Veneto, è un fedelissimo di Grillo e soprattutto di Casaleggio jr, e proprio per questo motivo insieme al bolognese Bugani è all’interno dell’associazione Rousseau, descritta da un profondo conoscitore pentastellato come Marco Canestrari (ex collaboratore della Casaleggio Associati) come il nuovo luogo del potere a 5 Stelle insieme alla gestione del blog. Nella sua presentazione pubblicata in occasione delle ultime elezioni europee (eccola qui) Borrelli ricorda i trascorsi da ristoratore in Argentina prima di tornare in Italia per puntare sul business informatico, mentre nel suo profilo da parlamentare europeo non ha nemmeno pubblicato il curriculum vitae tanto caro ai grillini. E’ stato l’Espresso in tempi non sospetti (aprile 2014) a narrare l’ascesa di questo imprenditore veneto all’interno dei 5 Stelle, ricordando come “la sua società Trevigroup (fondata nel 2011 con due amici) ha sostanzialmente raddoppiato il fatturato dopo appena un anno di attività, superando mezzo milione di euro per il 2012”. Quindi Vittorio Malagutti e Andrea Palladino già svelano la vicinanza con l’assessore romano Colomban: “L’ex consigliere comunale di Treviso – scrivevano – si è speso anche per il gruppo di imprenditori riuniti nella Confapri, l’associazione fondata da Massimo Colomban dove si sono sviluppate molte delle proposte economiche dei pentastellati”. “Borrelli – aggiunge il Messaggero di oggi – è un tecnico informatico, sensibile alle tematiche digitali che stanno molto a cuore anche alla Casaleggio Associati. Tra le sfide del Parlamento europeo del 2017 con cui neanche troppo velatamente Borrelli caldeggia il matrimonio con l’Alde c’è il mercato unico digitale e quindi tutta la legislazione che riguarda la Rete, l’e-commerce e l’editoria on line, core business dell’azienda che fa capo al figlio del fondatore del M5S, Davide Casaleggio”.

QUEI COMPLIMENTI DA MONTI

Ora che il nome di Borrelli conquista spazio sui media, si torna a parlare anche di quell’endorsement ricevuto nientemeno che dall’ex premier Mario Monti, fondatore di Scelta Civica che dopo le ultime europee 2014 si è piazzata proprio nell’Alde ed estimatore dell’europarlamentare pentastellato. “Anch’io, come David Borrelli che conosco e che stimo, penso che bisogna cambiare profondamente l’Europa” disse Monti intervenendo a uno speciale Tg La7 del 23 giugno mentre si parlava di Brexit (qui il video con la ricostruzione di Messora). D’altronde, era stato lo stesso Borrelli sempre su quello schermo a dire: “Sono nato e cresciuto con il sogno europeo”, per poi aggiungere che “il vero problema dell’Europa sono gli Stati nazionali che bloccano il Consiglio europeo”, salvaguardando invece quelle istituzioni di Bruxelles che gli euroscettici vorrebbero abbattere.

ultima modifica: 2017-01-09T16:00:20+00:00 da Giovanni Bucchi

 

 

 

Chi ha letto questo articolo ha letto anche:

  • maurizio sorrentino

    abominevole,credo che voi(del giornale) dovreste scandalizzarvi e i grillini rimandarlo in argentina a servire ai tavoli.