Papa Francesco riapre il dossier Medjugorje e spedisce in Bosnia un inviato speciale

Papa Francesco riapre il dossier Medjugorje e spedisce in Bosnia un inviato speciale

Il Papa ha nominato un suo inviato speciale a Medjugorje. Si tratta di mons. Henryk Hoser, arcivescovo-vescovo di Varsavia-Praga, che continuerà a mantenere anche tale incarico. La missione del presule ha lo scopo “di acquisire più approfondite conoscenze della situazione pastorale di quella realtà e, soprattutto, delle esigenze dei fedeli che vi giungono in pellegrinaggio e, in base a esse, suggerire eventuali iniziative pastorali per il futuro. Avrà pertanto – si legge nel Comunicato diffuso dalla Segreteria di stato – un carattere esclusivamente pastorale”. Il mandato di mons. Hoser dovrebbe concludersi entro la prossima estate.

IL DOSSIER E LA COMMISSIONE DI RUINI

Dopo quasi due anni di silenzio, in Vaticano si torna a parlare dunque di Medjugorje, la località bosniaca da più di trent’anni al centro di presunte apparizioni mariane. Quasi due anni, appunto, sono passati dall’ultima volta che il Papa ne parlò in modo esplicito. Era il 6 giugno del 2015, Francesco stava tornando a Roma dopo l’intensa giornata trascorsa a Sarajevo. Una delle prime domande dei giornalisti riguardò proprio la questione delle apparizioni. “Sul problema di Medjugorje – rispose il Pontefice – Papa Benedetto XVI, a suo tempo, aveva fatto una commissione presieduta dal cardinale Camillo Ruini; c’erano anche altri cardinali, teologi e specialisti lì. Hanno fatto lo studio e il cardinale Ruini è venuto da me e mi ha consegnato lo studio, dopo tanti anni – non so, 3-4 anni più o meno. Hanno fatto un bel lavoro, un bel lavoro. Il cardinale Müller mi ha detto che avrebbe fatto una feria quarta (un’apposita riunione, ndr) in questi tempi; credo sia stata fatta l’ultimo mercoledì del mese. Ma non sono sicuro. Siamo lì lì per prendere delle decisioni. Poi si diranno. Per il momento si danno soltanto alcuni orientamenti ai vescovi, ma sulle linee che si prenderanno”.

IL RINVIO DELLA RIUNIONE

Successivamente, l’allora direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, chiariva che la “feria quarta” non c’era ancora stata, e che se ne sarebbe riparlato più tardi, probabilmente dopo l’estate. Ma non si è saputo più nulla, benché le conclusioni della commissione siano ormai già da anni nelle mani del Papa e della congregazione per la Dottrina della fede.

LE PERPLESSITA’ DELLA SANTA SEDE

Quali sono i dubbi che rallentano una decisione finale della Santa Sede circa la veridicità delle apparizioni? In primo luogo, il fatto che esse continuino, per cui sarebbe impossibile acclarare con certezza se constino o meno di soprannaturalità. Ma è soprattutto il fatto che queste siano annunciate in anticipo dai veggenti, spesso dando appuntamento ai fedeli in determinati luoghi. Da qui il divieto, reiterato anche dal cardinale Müller, di partecipare a questi “eventi”.

LE PAROLE DI FRANCESCO

Francesco sulla questione non si è mai espresso esplicitamente, ma più volte ha parlato delle apparizioni e molti hanno letto nel suo giudizio severo un chiaro riferimento a Medjugorje. L’ultimo, forse il più netto, risale allo scorso novembre, benché la pubblicazione delle parole del Papa sia avvenuta solo qualche giorno fa, sul Corriere della Sera e la Civiltà Cattolica. Bergoglio parlava ai Superiori Generali, e riguardo i temi mariani delle prossime Giornate mondiali della gioventù ha lodato la “Madonna vera” e “non la Madonna capo ufficio postale che ogni giorno manda una lettera diversa, dicendo: ‘Figli miei, fate questo e poi il giorno dopo fate quest’altro’. No, non questa. La Madonna vera è quella che genera Gesù nel nostro cuore, che è Madre. Questa moda della Madonna superstar, come una protagonista che mette se stessa al centro, non è cattolica”.

“NO ALLA MADONNA POSTINA”

Tre giorni dopo il suo viaggio a Sarajevo, il 9 giugno del 2015, Francesco fece evidenti allusioni al tema, quando disse: “Ma dove sono i veggenti che ci dicono oggi la lettera che la Madonna manderà alle quattro del pomeriggio? Per esempio, no? E vivono di questo. Ma questa non è identità cristiana. l’ultima parola di Dio si chiama Gesù e niente di più”. E poi, la celebre omelia di Santa Marta del novembre del 2013, quando per la prima volta parlò della “Madonna postina”, mettendo in guardia i cattolici: “La curiosità ci spinge a voler sentire che il Signore è qua oppure è là; o ci fa dire: ‘Ma io conosco un veggente, una veggente, che riceve lettere dalla Madonna, messaggi dalla Madonna’. Ma la Madonna è Madre, non è un capoufficio della Posta, per inviare messaggi tutti i giorni. Queste novità allontanano dal Vangelo”.

CARDINALI DIVISI

La chiesa, però, sulla questione delle apparizioni mariane a Medjugorje non segue una linea precisa. Se sono note le perplessità del cardinale Gerhard Ludwig Müller, è altrettanto nota la “simpatia” provata dal cardinale Christoph Schoenborn, arcivescovo di Vienna e molto vicino al Papa. E’ proprio lui a ricordare la necessità di valutare i frutti ben evidenti a Medjugorje, primo fra tutti l’alto numero di conversioni. Un segno chiaro, insomma, dell’intervento divino.

ultima modifica: 2017-02-12T07:36:34+00:00 da Matteo Matzuzzi

 

 

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