Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, ecco il programma (poco trumpiano) sull’energia

Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, ecco il programma (poco trumpiano) sull’energia
I punti salienti del documento sulla politica energetica presentato da M5S. Primo articolo di una serie di approfondimenti

“Si aprono le porte del futuro. Con questo piano entro il 2050 ci liberiamo dalle fonti fossili ed entriamo in un regime di energie al 100% rinnovabili”. Con queste parole il capogruppo del Movimento 5 stelle alla Camera, Roberto Fico, ha sintetizzato ieri il programma energetico del Movimento 5 stelle per le prossime elezioni politiche. Rinnovabili, abbandono di combustibili fossili e dell’importazione di energia nucleare sono solo alcuni dei punti principali, che vanno nella direzione della sostenibilità e nella lotta all’inquinamento, dicono i Pentastellati. Una posizione molto distante da quella di Donald Trump, a cui i 5 stelle hanno di recente strizzato l’occhio, e che lo scorso 25 marzo ha firmato un ordine esecutivo che, almeno in parte, mette freno alle politiche di transizione verso le energie pulite avviate dal suo predecessore, Barack Obama.

DONALD TRUMP ANTI STORICO, MA OBAMA ERA PEGGIO

“Se investi in petrolio, carbone e trivellazioni sei anti-storico”, ha detto Fico rispondendo alle domande dei cronisti sulla distanza che il programma energetico dei 5 stelle mostra rispetto alle ultime decisioni prese dal presidente Usa. “Ma almeno Trump dice quello che vuole fare, in Italia negli ultimi 30 anni siamo stati non solo anti-storici, ma anche truffatori, perché con le tasse abbiamo finanziato gli inceneritori”. E se Trump sull’energia sta sbagliando, Obama era peggio, ha sostenuto Carlo Martelli, senatore 5 stelle, presente alla conferenza stampa insieme ai deputati Davide Crippa e Massimo De Rosa e ai senatori Andrea Cioffi e Gianni Girotto. Il programma sull’energia del Movimento, ha spiegato Beppe Grillo collegato telefonicamente alla conferenza stampa, “è un passaggio di civiltà, è il nostro sogno, quello di poter arrivare a muovere tutta la mobilità con un altro tipo di concezione. Non abbiamo bisogno di gasdotti e trivellazioni, abbiamo bisogno di intelligenza”.

UNA RIVOLUZIONE COPERNICANA

“Oggi per la prima volta succede qualcosa che distanzia noi dagli altri partiti politici, ani luce. Oggi qui si aprono le porte del futuro”. La rivoluzione, dunque, non riguarda semplicemente i contenuti delle proposte dei 5 stelle, ma anche le modalità con cui nascono. Secondo Fico il sistema collaborativo di Rousseau, il sistema operativo ideato da Gianroberto Casaleggio e realizzato grazie alla forza di volontà di Beppe Grillo e Davide Casaleggio, è una delle rivoluzioni messe in atto dal Movimento e che lo differenzia da tutti gli altri partiti. Il Parlamento, spiega ancora Fico, deve avere la capacità di velocizzarsi così come oggi sono veloci e rapide le evoluzioni tecnologiche, riuscendo a pianificare e gestire il futuro senza subirlo: “Noi dobbiamo comprende cosa arriverà, costruirlo e metterlo in atto con la democrazia diretta, con i cittadini italiani e insieme al Parlamento italiano”. “Se non riusciamo ad avere questa capacità – prosegue Fico – tutto ciò che arriverà dal futuro ci arriverà semplicemente addosso”.

IL PROGRAMMA ENERGETICO

Non è un programma utopistico, spiega ancora Fico a termine della conferenza stampa rispondendo alle domande dei giornalisti. La visione dei 5 stelle è “il massimo che questo Paese può sperare e questa speranza deve diventare realtà”. Il programma del Movimento è illustrato anche sul sito, con una sintesi dei sette punti votati negli scorsi mesi sulla piattaforma Rousseau: “1. I cittadini hanno innanzitutto detto sì a sviluppare politiche che scoraggino l’uso di benzina e petrolio a favore della mobilità elettrica; 2. Vogliono prediligere gli impianti di stoccaggio di energia domestici rispetto ai grandi impianti di pompaggio; 3. Non vogliono più importazione di energia nucleare. E che questo flusso venga interrotto nell’arco di una legislatura; 4. Vogliono che si spostino gli incentivi statali dalle fossili alle rinnovabili; 5. Hanno detto sì a far tornare pubblici Terna o comunque l’azienda che ha la concessione per la trasmissione dell’energia elettrica; 6. Chiedono che i terreni marginali, abbandonati, ex industriali siano utilizzati per impianti destinati alla produzione di energia rinnovabile; 7. La rete di distribuzione dell’energia deve essere partecipata dai cittadini e non privata” (qui l’articolo di Formiche.net con i punti salienti del programma).

ultima modifica: 2017-04-04T10:00:57+00:00 da Simona Sotgiu

 

 

 

 

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