Ecco come i movimenti cattolici dibattono in Francia su Le Pen e Macron alle presidenziali

Ecco come i movimenti cattolici dibattono in Francia su Le Pen e Macron alle presidenziali

Cattolici in subbuglio per le presidenziali in Francia. Il ballottaggio di domenica 7 maggio fra Emmanuel Macron e Marine Le Pen sta animando il dibattito anche nella Chiesa francese. Dopo aver analizzato le varie prese di posizione della gerarchia ecclesiastica, ecco che cosa si dice tra le maggiori associazioni cattoliche che si sono espresse sul ballottaggio presidenziale.

STAMPA CATTOLICA IN TRINCEA

Avanguardia del rimpianto per le squillanti posizioni anti Front National del 2002, c’è il principale giornale cattolico di Francia. La Croix già subito dopo il primo turno ha dato l’allarme, “deplorando il silenzio dei leader della Chiesa”. E il primo maggio ha suonato la Marsigliese. Sotto l’editoriale “La nostra scelta”, il direttore del giornale del gruppo Le Monde, Guillaume Goubert, si è scagliato contro le “posizioni criptiche” e di fronte “a quanto può accadere con Le Pen presidente in Francia e in Europa”. E ha chiarito: “L’astensione non è sufficiente. Il programma di Macron non è pienamente in grado di raccogliere la nostra adesione, ma a lui diamo il nostro sostegno”. Il direttore del settimanale cattolico La Vie, Jean-Pierre Denis, si era già espresso una settimana fa: “Marine Le Pen è fortemente contraria al Vangelo”.

GESUITI E ASSOCIAZIONI EN MARCHE!

Il richiamo della stampa a fare barriera contro il Front National non è stato vano. In un comunicato congiunto uscito nelle scorse ore, oltre trenta tra le principali associazioni cattoliche si sono mobilitate ufficialmente contro Le Pen. Nessun nome viene fatto, ma sono righe che significano voti per monsieur Macron: “Non cediamo all’isolazionismo e riaffermiamo che accettare la diversità non è una minaccia all’unità nazionale della Repubblica”. Madame è servita. Sottoscrivono l’appello, tra gli altri, i gesuiti della rivista Études, Caritas, Pax Christi, Azione Cattolica e Ordine di Malta. In novembre, il Ceras, movimento ignaziano di azione sociale, aveva diffuso un documento che designava il nemico: “L’insegnamento della Chiesa ci proibisce di sostenere il Front National o di astenerci dal voto”. Inoltre, una petizione online su change.org rivolta a tutti i cristiani di Francia, è stata firmata da oltre 2300 persone in poche ore: “È urgente – esclamano i firmatari – rifiutare i pericolosi piani di Le Pen e scegliere il progetto di società inclusiva di Macron”.

TENTAZIONE ASTENSIONE

Tra i cattolici c’è però chi rifiuta nettamente Macron. Rifiuto articolato tra scelta Le Pen e astensione. È il caso della Manif pour tous, l’associazione che è riuscita a portare in piazza milioni di persone contro il matrimonio omosessuale. “Macron c’est non” è il motto della mobilitazione. Per l’astensione anche Christine Boutin, presidente dell’Udf, che si rifiuta di scegliere tra il “caos Le Pen” e il “marcio Macron”.

TIMIDAMENTE FRONT

Pochi favorevoli a Le Pen escono allo scoperto. Lo fa un gruppo anonimo che si cela dietro la sigla di Collettivo Antiochia. Secondo quanto riportato dal blog Le Salon Beige, molto letto in ambienti conservatori, tra loro ci sarebbero sacerdoti, religiosi e persino vescovi: “Portare la discussione sul tema delle migrazioni, sulla base di una sola frase nel Vangelo, è indegno. Apertura contro chiusura non è politica”.

DUE CANDIDATI LONTANI DALLA CHIESA

Marine Le Pen non è la Pulzella d’Orleans e Emmanuel Macron non è Luigi IX. La prima si dice devota della Madonna fin da quando era bambina. Il secondo è un ex allievo dei gesuiti di Amiens. Sui temi etici, nessuno dei due è contrario all’aborto. Entrambi lo sono all’utero in affitto. Macron però è favorevole alla fecondazione assistita per coppie lesbiche e donne single. E non ha nessuna intenzione di abolire il matrimonio omosessuale. Lo ha ripetuto anche lunedì, cantando l’ode delle famiglie diverse. Parole che lo rendono impresentabile agli occhi dei cathos più attenti ai principi non negoziabili. Le Pen invece vorrebbe abolire il matrimonio e tornare ai Pacs. Emmanuel da Amiens ha già il sostegno del centrista Fillon. Ma sconta il passato da ex ministro dell’Economia sotto la presidenza Hollande, che ha lanciato la Francia sui binari di matrimonio omosessuale, aborto rafforzato, legge sul fine vita che per alcuni apre all’eutanasia. Marine da Neuilly-sur-Seine, si scontra con il sentire cattolico quando insiste sulla protezione dell’identità e delle frontiere francesi. Non contenta, a parte alcune battute sul Papa e gli immigrati che fanno il paio con le uscite di Trump ai tempi del bisticcio a distanza sul muro col Messico, ha annunciato come suo premier il sovranista Nicolas Dupont-Aignan. Lui è un cattolico gallicano, terrorizzato dalle interferenze della religione negli affari della République. Che siano gli imam musulmani o la Chiesa di Roma.

ultima modifica: 2017-05-04T09:03:52+00:00 da Andrea Mainardi

 

 

 

 

 

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