Inaugurazione di lusso per il Festival di Nuova Consonanza

Inaugurazione di lusso per il Festival di Nuova Consonanza

La sera dell’11 novembre nel delizioso Teatro Palladium (architettura ed acustica perfetta nel cuore del quartiere Garbatella di Roma, concepito per essere “popolare”), è stato inaugurato il 54esimo festival dell’associazione Nuova Consonanza, il laboratorio di musica contemporanea maggiore d’Italia.

Per l’inaugurazione è stato scelto il debutto di un “pastiche” di lusso. I “pastiche”, come si è visto di recente su Formiche.net trattando di Georg Friedrich Händel e del suo Catone in Utica, erano una caratteristica del teatro barocco: si costruiva un’opera sulla base di brani di lavori di successo di vari autori, spesso già apparsi in vari spettacoli.

I pastiche oggi stanno tornando di moda: in questi ultimi anni, uno dei titoli di maggior successo al Metropolitan Opera di New York è The Echanted Island scritto da Jeremy Sams, con musiche di Händel, Vivaldi e Rameau, con un libretto tratto da The Tempest di Shakespeare – un lavoro che si è apprezzato anche in Italia tramite le “stagioni” in hd del Metropolitan in sale cinematografiche.

Combattimenti, lavoro inaugurale del Festival, è un’opera con tre autori (di secoli differenti): Giorgio Battistelli (classe 1953), Claudio Monteverdi (classe 1567), Claudio Ambrosini (classe 1948). Dura un’ora senza intervallo e la composizione di ciascun autore si fonde con quelle degli altri due, nonostante distanze secolari. L’introduzione è “l’azione per due percussionisti” Orazi e Curiazi di Battistelli che ascoltammo alcuni anni fa in uno spettacolo nella “palestra orientale” delle Terme di Caracalla. La parte centrale è Il Combattimento di Tancredi e Clorinda di Monteverdi (di cui ricorrono i 450 anni dalla nascita) tratto dai madrigali guerrieri ed amorosi, con testo dalla Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso. La conclusione è la novità assoluta, Tancredi appresso il Combattimento di Ambrosini su drammaturgia di Vincenzo De Vivo. La fusione musicale è perfetta, anche grazie alla regia di Cesare Scarton, alle scene di Mario Rossi Franchi, ai video di Flaviano Pizzardi, alla bravura dei tre solisti (Sabrina Cortese, Daniele Adriani e Roberto Abbondanza), alla abilità dei danzatori (Silvia Pinna nel ruolo di Clorinda, e Daniele Toti) ed ai complessi Tetratikis Percussioni ed Ensemble InCanto diretto da Fabio Maestri.

È uno spettacolo molto raffinato in cui le differenze negli stilemi musicali dal barocco cinquecentesco al contemporaneo spariscono in un grande canto di amore e morte mentre infuria la battaglia,

In sala, come sempre nei Festival di Nuova Consonanza, erano presenti numerosi giovani che hanno toccato con mano il vecchio proverbio secondo cui “la musica classica è sempre contemporanea”.

Per il momento, a quel che so, non si prevedono repliche. È un vero peccato perché è uno spettacolo che dovrebbe essere visto, goduto e partecipato in Italia ed all’estero anche per mostrare come, pur con un piccolo budget, con grandi idee (non necessariamente nuove) si possono fare grandi cose.

ultima modifica: 2017-11-14T16:25:06+00:00 da Giuseppe Pennisi

 

 

 

 

Chi ha letto questo articolo ha letto anche: