Poste Italiane, ecco che cosa prevederà il piano industriale firmato Del Fante

Poste Italiane, ecco che cosa prevederà il piano industriale firmato Del Fante
Che cosa ha detto l'amministratore delegato del gruppo postale Matteo Del Fante nel corso di un'audizione in Parlamento

Uffici postali, questione recapiti, novità nel settore delle assicurazioni e non solo. Ecco alcuni degli aspetti toccati nel corso di un’audizione parlamentare tenuta ieri dall’amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante, che ha fornito i primi elementi che conterrà il prossimo piano industriale del gruppo controllato dal Tesoro. Ecco tutti i dettagli dell’audizione.

LE PAROLE DEL CAPO AZIENDA

Un piano industriale a cavallo di Capodanno per tornare un po’ alle origini, facendo quello che si è sempre fatto. Consegnare a casa degli italiani. Questa una delle indicazioni sul futuro di Poste data ieri  mattina alla Camera dall’ad Matteo Del Fante (nella foto), ascoltato dalle commissioni Ambiente e Trasporti sul futuro del gruppo. Tutto ruoterà intorno a un obiettivo che Del Fante si è dato: tornare ad essere leader nel recapito postale, aggiornandosi però all’era della concorrenza sempre più spietata da parte degli operatori privati (qui un approfondimento di Formiche.net sul tema) e dell’e-commerce. Una sfida non facile se si pensa che il mercato della corrispondenza di Poste ha chiuso in rosso nei primi nove mesi del 2017. Ma Del Fante insiste.

PIANO INDUSTRIALE IN ARRIVO

Tanto per cominciare, tra dicembre e gennaio sarà varato il nuovo piano industriale di Poste, che dovrà tener conto, oltre che dei cambiamenti nel mercato del recapito, anche della perdita del monopolio sulla consegna degli atti giudiziari, caduto ad agosto con il ddl Concorrenza. “Sta crescendo in maniera importante il traffico digitale in linea con il piano che però non abbiamo ancora varato e che arriverà con i numeri tra dicembre e gennaio”, ha detto Del Fante.

OBIETTIVO E-COMMERCE

Poste deve tornare a fare quello che ha sempre fatto: consegnare. Solo che al posto delle lettere, in via di estinzione causa digitalizzazione, ci sono i pacchi, frutto anche dell’esplosione dell’e-commerce. Insomma, Poste deve mettersi in scia ad Amazon&co e cavalcarne il cambiamento portato a livello globale. “Speriamo  che Poste, e questo è un tema alla mia attenzione e in cima alla priorità sia di nuovo un operatore con  focus sul recapito”, ha auspicato Del Fante. “Il futuro  delle Poste non può non passare attraverso la grande crescita nel mondo dei pacchi dovuta all’e-commerce”, ha spiegato il manager. Ricordando, come nei primi nove mesi del 2017 il gruppo pubblico abbia consegnato 2,3 miliardi di pezzi, il grosso dei quali pacchi.

LA QUESTIONE UFFICI

Oltre allo sprint sull’e-commerce, il nuovo Piano industriale prevederà altre due novità. A cominciare dalla questione degli uffici. Almeno per il momento i comuni più piccoli potranno tenersi stretto il loro sportello postale, visto che “non ci sarà la chiusura degli uffici postali nei piccoli comuni, ovvero quelli sotto i 5 mila abitanti”, ha assicurato Del Fante. Casomai si interverrà laddove ci siano troppi uffici in un raggio troppo ristretto. “Stiamo  cercando di valutare quelle sovrapposizioni estreme, verificando ciascun ufficio postale con un raggio vario (300-500 metri-un chilometro), vediamo quali uffici ci rientrano e valutiamo se  quegli uffici nelle province non presentino sovrapposizioni.  Lì non escludiamo potenziali riduzioni della nostra presenza”.

LA SPINTA SULLE ASSICURAZIONI

Un’altra novità riguarda Poste Vita, la divisione assicurativa del gruppo. Del Fante ha annunciato la volontà di Poste di cimentarsi anche sul Ramo danni, vale a dire tutte quelle polizze legate ad una serie di eventi lesivi, compresa la Rc auto. Ad oggi, Poste è già attiva su prodotti come la protezione della  casa, la protezione della persona e la sanità.

I CONTI DI POSTE

Per quanto riguarda i conti del gruppo, pochi giorni fa Poste Italiane ha diffuso i dati sui primi 9 mesi del 2017. Chiusi con un utile netto di 724 milioni di euro, peggiorato del 10,3% rispetto agli 807 milioni registrati nel corso dello stesso periodo dello scorso anno, ma comunque superiore alla stima del consenso, che prevedeva un valore di 712 milioni. I ricavi si sono attestati a 26,3 miliardi di euro, migliorando del 2% anno su anno e posizionandosi al di sopra del livello stimato dal consenso degli analisti (26,12 miliardi).

ultima modifica: 2017-11-15T09:35:17+00:00 da Gianluca Zapponini

 

 

 

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