Viva il partito popolare. Che compie 100 anni

Viva il partito popolare. Che compie 100 anni
L’iniziativa di don Luigi Sturzo tendeva concretamente a inserire i cattolici in politica e nella vita pubblica. L'intervento di Raffaele Reina

Il 18 gennaio 1919 nacque a Roma, artefice don Luigi Sturzo con altri amici cattolici, il Partito popolare italiano. Fu il punto di arrivo di un percorso politico travagliato, ma caratterizzato da fiducia nell’avvenire e speranza di ben riuscire nella grandiosa opera avviata.

L’iniziativa sturziana tendeva concretamente a inserire i cattolici in politica e nella vita pubblica, dopo il non expedit (non conviene) del 1874 di Papa Pio IX e in seguito alla promulgazione dell’Enciclica di Papa Leone XIII “rerum novarum” del 1891, storico documento pontificio che contribuì a migliorare notevolmente i rapporti nel mondo del lavoro, riconoscendo dignità effettiva ai dipendenti e agli operai nelle fabbriche. Sturzo, analizzati i tanti fermenti che si andavano sviluppando nella società italiana, non ultime le delusioni per la “vittoria mutilata” (trattato di pace che chiudeva le vicende belliche della prima guerra mondiale), avviò con tempestività i lavori della “costituente” di un partito di cattolici, che il 18 gennaio 1919 vide la luce col nome Partito Popolare Italiano, come simbolo fu scelto lo Scudocrociato, unica insegna ancora viva e presente ancora oggi.

I punti fondamentali del programma interessavano le autonomie locali e il decentramento amministrativo, voto proporzionale, partecipazione, fisco equo, istruzione libera, riforme sociali, riforma agraria, abolizione del latifondo. Un partito che con il suo programma, la sua cultura, i suoi valori e i suoi principi di riferimento imperniati sull’ispirazione cristiana è stato faro della nostra democrazia per un intero secolo. C’è oggi chi ha il coraggio di richiamarsi agli insegnamenti del “popolarismo”? Sarebbe una buona occasione per incoraggiare cattolici e non ad impegnarsi, per l’affermazione di idee e principi che scaturiscono da questa cultura, proponendo un chiaro programma che porti lustro nella vita politica, in un tempo confuso e oscuro.

Non si tratta di nostalgia o rammarico per il tempo passato. È la strada giusta per ritornare alla vera politica, fatta non solo di programmi, ma di partecipazione, di giustizia sociale, di etica. Movimenti qualunquisti stanno alimentando oltremodo l’antipolitica, provocando l’ingovernabilità in alcuni Paesi dove la politica è debole e frammentata, procurando preoccupazioni e timori. La riscoperta della lezione del padre fondatore del “popolarismo” recupera un riferimento essenziale per rafforzare la democrazia, come la storia insegna. Il 18 gennaio 2019, fra un anno esatto, si celebrerà il centenario del Partito popolare italiano, l’auspicio è di onorarlo con la nascita di una forza politica che condivida la cultura, gli ideali, l’organizzazione, che Sturzo pose a base del suo partito.

ultima modifica: 2018-01-19T12:27:03+00:00 da Raffaele Reina

 

 

 

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