L’altra guerra (silenziosa): cade un caccia greco. Colpa di Ankara?

L’altra guerra (silenziosa): cade un caccia greco. Colpa di Ankara?
L'aeronautica turca dapprima ha smentito la presenza di propri caccia nell'Egeo, ma poi ha ammesso che ve ne era solo uno in fase di rientro alla base nel momento in cui il Mirage greco è precipitato

Dopo lo sconfinamento di un drone e di svarati F16 turchi nei cieli greci che hanno prodotto due giorni fa la reazione della guardia costiera greca che ha aperto il fuoco, ecco il primo incidente nell’Egeo: un Mirage dell’aeronautica ellenica è precipitato, morto il pilota 33 enne che lascia moglie e due figli. Secondo il ministro della difesa di Atene, Kammenos, “il pilota è stato ucciso, è caduto per la fede e per il Paese, combattendo per difendere la sovranità nazionale e la nostra integrità territoriale”.

INCIDENTE?

Un Mirage 2000-5 dell’aviazione militare greca è precipitato in mare a nord est dell’isola di Skyros, ed il pilota è morto questa mattina: rientrava alla base dopo aver intercettato alcuni F16 turchi che, come ormai accade a cadenza quotidiana, sconfinano provocatoriamente nello spazio aereo ellenico. La notizia è stata data dal ministro della Difesa greco, Panos Kammenos, in un tweet. Che ha aggiunto: “Il pilota è stato ucciso e si è unito al pantheon dei nostri eroi. E’ caduto per la fede e per il paese, combattendo per difendere la sovranità nazionale e la nostra integrità territoriale”.

La vittima è il 33 enne Georgios Baltadoros, che prestava servizio presso il 331mo Squadrone dell’Aeronautica Militare. Nato a Karditsa, lascia moglie e due figli piccoli. Nel settore delle ricerche sono state rinvenute le cuffia, la zattera di salvataggio e il kit di sopravvivenza.

L’aereo era coinvolto in una missione di intercettazione ansieme ad un altro Mirage 2000-5. Secondo fonti militari i due caccia si trovavano nell’approccio finale all’aeroporto e si stavano preparando all’atterraggio. Ma la torre di controllo ha improvvisamente perso il contatto. Secondo le istruzioni della missione di oggi, ai due Mirage era stato indicato di volare molto basso e sotto le nuvole che oggi hanno “abbracciato” tutto il Nord Egeo. Una ricostruzione non ancora confermata parla di una delle possibili cause dell’incidente: potrebbe essere il cosiddetto fenomeno della “sfocatura” che a causa della foschia fa inchiodare l’aereo ad un livello molto basso per via dell’inversione di temperatura dovuta alle particolari condizioni climatiche dell’Egeo.

È la prima volta che protagonista di un incidente simile è uno dei 25 Mirage in servizio presso l’Aeronautica ellenica, uno dei mezzi più efficienti al momento. È di una settimana fa il piano straordinario della Difesa di Atene del costo di un miliardo di euro per ammodernare la flotta aerea. I primi 180 milioni sono già stati stanziati per gli aerei da trasporto. La seconda tranche, per cui il parlamento di Atene ha dato un eccezionalmente rapido via libera, sarà utilizzata per ammodernare gli ottanta F16 ormai obsoleti.

L’aeronautica turca dapprima ha smentito la presenza di propri caccia nell’Egeo, ma poi ha ammesso che ve ne era solo uno in fase di rientro alla base nel momento in cui il Mirage greco è precipitato. Il ministero della Difesa ellenico ha dato mandato all’apposita commissione per gli incidenti di aprire un’inchiesta.

GRECIA NUOVA BASE USA?

Appare evidente che, dopo il disimpegno degli americani dalla base turca di Incirlik per le note vicende legate allo stravolgimento della politica estera di Erdogan, Washington abbia individuato in Grecia la sua nuova frontiera logistica per basi militari pronte all’uso. È il caso della base di Andravida, nel golfo di Patrasso, dotata di una pista per caccia che entra in una montagna nascondendosi così alla vista dei civili. Così come quella di Larissa, nel centro del Paese, dove a breve dovrebbero essere trasferiti uomini e mezzi. Terzo polo sarà verosimilmente la base di Souda, a Creta, dedicata a cacciatorpedinieri e sottomarini.

twitter@FDepalo

ultima modifica: 2018-04-12T10:06:27+00:00 da Francesco De Palo

Chi ha letto questo articolo ha letto anche: