Mattarella avverte Salvini & co. L’Europa non si tocca

Mattarella avverte Salvini & co. L’Europa non si tocca
Il Capo dello Stato durante il discorso di apertura della conferenza europea "The State of the Union" ha sottolineato l'importanza del progetto europeo, mandando un messaggio a tutte le forze sovraniste e populiste

L’Unione europea ha bisogno di una “continua e attenta manutenzione”, ma non c’è spazio per “formule ottocentesche” o soluzioni sovraniste seducenti ma inattuabili. Sergio Mattarella non ha usato mezzi termini parlando dall’ottava edizione della conferenza europea “The State of the Union” in corso a Fiesole: l’Europa – ha detto il Capo dello Stato – ha “bisogno di saper governare i problemi dell’oggi con la forza delle proprie radici e gli ideali della sua storia. Questa è una responsabilità centrale per le leadership politiche di tutti i Paesi europei”. L’Europa non si tocca, dunque, un messaggio indirizzato anche alle forze politiche italiane, Lega e Movimento 5 Stelle, che proprio in queste ore si apprestano a trovare un accordo sulla formazione del governo.

“La diffusa mancanza di consapevolezza sui risultati raggiunti dalla Ue è fuori dalla storia”, ha proseguito Mattarella, dopo aver sottolineato che mentre instabilità e venti di guerra scuotono l’edificio europeo, pensare di farcela da soli “è pura illusione o, peggio, inganno consapevole delle opinioni pubbliche”. “Tutti sanno che nessuna delle grandi sfide, alle quali il nostro continente è oggi esposto, può essere affrontata da un qualunque Paese membro dell’Unione, preso singolarmente”, ha detto il Presidente, prendendo atto della disillusione di tanti concittadini europei nei confronti delle istituzioni di Bruxelles. “Tutti sanno che nessuna delle grandi sfide, alle quali il nostro continente è oggi esposto, può essere affrontata da un qualunque Paese membro dell’Unione, preso singolarmente”, ed è per questo che il Presidente ha esortato i Paesi europei, ma anche le forze politiche nostrane, alla solidarietà e all’unione.

Sono state addossate all’Europa, ha spiegato il Capo dello Stato, “responsabilità di misure impopolari e dell’allontanamento delle comunità locali dalle proprie tradizioni e dai propri costumi, in nome dell’integrazione. In realtà le scelte – ha sottolineato Mattarella -, anche quelle discutibili, sono sempre state frutto del confronto democratico tra i governi in sede di Consiglio Europeo, con il concorso del Parlamento Europeo”. “La diffusa mancanza di consapevolezza sui risultati raggiunti dalla Ue è fuori dalla storia”.

E se la disillusione verso l’Europa non può essere ignorata, bisogna trovare una soluzione condivisa e che si basi sull’oggi. “C’è chi dinanzi al lavoro gravoso che c’è da fare in Europa cerca in formule ottocentesche soluzione ai problemi degli anni duemila”, ha detto Mattarella, mentre “siamo giunti a un punto cruciale nel percorso di integrazione, quello nel quale i diritti di cittadinanza espressi sin qui nelle sovranità individuali degli Stati, si trasfondono sempre più in quella collettiva dell’Unione, fondendosi in un unicum irreversibile”. Solidarietà, quindi, integrazione, e ruolo fondamentale della moneta unica.

“Abbiamo una moneta capace di costituire un punto di riferimento concreto sul piano internazionale – ha detto il Capo dello Stato -, un ruolo che nessuna moneta nazionale potrebbe svolgere. Siamo finalmente tornati a lavorare concretamente a strumenti di difesa e di politica estera comuni e coerenti con le esigenze dei nostri Paesi, in una fase che deve registrare un dichiarato affievolimento dell’impegno del maggior alleato transatlantico e vede scatenarsi l’offensiva del terrorismo. Stiamo perseguendo una politica di indipendenza e di qualità sul piano dell’energia che renderà l’Europa meno assoggettata a singoli fornitori. Vogliamo affermare regole ambientali al più alto livello degli standard internazionali, a protezione della salute dei cittadini e del futuro del pianeta. Tutto questo intorno a un’integrazione dei mercati dei beni, dei servizi e dei capitali che ha reso più prosperi i nostri popoli”.

Una serie di punti fermi, dunque, tracciati da un Capo dello Stato “arbitro invisibile” che ha deciso, invece, di uscire dall’ombra degli ultimi mesi. Il messaggio a chi potrebbe apprestarsi a guidare l’Italia nei prossimi mesi, ossia Lega e Movimento 5 Stelle, è questo: l’Europa non si tocca.

ultima modifica: 2018-05-10T10:49:28+00:00 da Simona Sotgiu

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