Ecco come l’accusa di Macron (“vomitevole”) aiuta il leader della Lega

Ecco come l’accusa di Macron (“vomitevole”) aiuta il leader della Lega
Dopo le parole del portavoce di En Marche, il mondo politico italiano si è trovato a riflettere su quella che fino ad ora era stata la condotta francese in materia di migrazioni

Si scaldano gli animi europei dopo la presa di posizione del ministro dell’Interno italiano sulla nave Aquarius. Dalla Francia e dalla Spagna, infatti, arrivano parole dure nei confronti della decisione di Salvini che, ieri, ha chiuso i porti del nostro Paese all’imbarcazione, con a bordo oltre seicento migranti. E se le parole del portavoce di En Marche, partito del presidente Emmanuel Macron, si sono mostrate durissime: “Considero che la linea del governo italiano sia vomitevole. È inammissibile fare della piccola politica su delle vite umane (…) Lo trovo immondo”, altrettanto sferzante è stata la risposta del mondo politico italiano che, in gran parte si è trovato a riflettere su quella che fino ad ora era stata la condotta francese in materia di migrazioni.

Matteo Salvini, che domani riferirà in Parlamento sulla questione Aquarius, ha affidato la sua risposta a Twitter e, oltre a sottolineare la trovata sintonia sul problema con il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer, ha dichiarato: “Grazie all’Italia finalmente in Europa si cambia: per difendere i nostri cittadini bisogna tornare a proteggere le frontiere”, si legge sulla sua pagina ufficiale.

Dall’altra parte, l’opposizione ribatte con le parole di Dario Franceschini che, allegando una mappa del Mediterraneo scrive, sempre su Twitter: “”Guardala – riferendosi a Salvini – e chiediti davanti alla tua coscienza se è logico e umano infliggere questo viaggio di 1.400 Km di mare a persone stremate e disperate solo per una scelta ideologica e elettorale”.

Da Forza Italia, invece, arriva il tweet di Mariastella Gelmini: “#Macron, il fondatore di En Marche, ci spiega che i migranti vanno accolti nel porto più vicino, che per lui è sempre e comunque #Ventimiglia e non Mentone. Vista la sua accoglienza, da oggi il suo movimento si chiamerà ‘en mer'”.

E ancora i cinquestelle con il ministro Danilo Toninelli: “Ringraziamo il presidente #Macron per aver mostrato inedita sensibilità circa il tema migranti. A questo punto gli chiediamo di aprire i suoi porti e partecipare a questa nuova stagione di condivisione europea del problema”. Dichiarazione giunta dopo che anche il vicepremier Luigi Di Maio si era lasciato sfuggire, riferendosi sempre al presidente francese, un ironico “parla proprio lui”, ai microfoni dei giornalisti che lo avevano intercettato.

Dal mondo del giornalismo si è levata anche la voce di Enrico Mentana: “È giudizio di molti che ci sia stata una parte di cinismo e di irresponsabilità nella posizione italiana sui migranti dell’Aquarius. Ma l’ultimo, proprio l’ultimo che può imputare questo all’Italia è il presidente francese: al confronto di Macron, in tema di accoglienza, Salvini e Toninelli sono due romantici utopisti. Avesse dedicato ai migranti un millesimo degli sforzi fatti per tenere le fila del nuovo potere in Libia, oggi la situazione sarebbe ben diversa. Invece abbiamo davanti agli occhi la vergogna di Ventimiglia e di Bardonecchia, e i porti francesi ostentatamente sigillati. No, monsieur le president: lezioni da altri, ma da lei proprio no”, ha scritto Mentana sul suo account Facebook, raccogliendo un ampio consenso da parte degli utenti che hanno commentato concordando con le sue dichiarazioni.

Nel frattempo, però, anche la Spagna tuona contro l’azione di Salvini. Dal Paese, che si è offerto di accogliere la nave Aquarius, infatti, giungono le parole del ministro della Giustizia che mette in guardia l’Italia sulle possibile conseguenze penali del gesto di ieri.

Insomma, in generale, tra gli utenti del web, vi è un diffuso sentimento di sarcasmo e scetticismo sulle parole giunte dai nostri vicini d’oltralpe. E non mancano nemmeno i riferimenti all’ultimo episodio di Bardonecchia, in cui una migrante donna incinta, respinta alla frontiera era poi morta nell’ospedale di Torino.

ultima modifica: 2018-06-12T20:16:05+00:00 da Isabella Nardone

 

 

 

 

Chi ha letto questo articolo ha letto anche: