Sanzioni, sanzioni, sanzioni. Ecco il nuovo piano di Trump per colpire Putin

Sanzioni, sanzioni, sanzioni. Ecco il nuovo piano di Trump per colpire Putin
Gli Stati Uniti preparano un ordine esecutivo aggressivo per dissuadere possibili interferenze elettorali: Trump tra campagna elettorale e governo

Il Washington Post ha potuto vedere in anteprima esclusiva un executive order con cui la Casa Bianca intende creare i contorni legislativi per punire eventuali interferenze esterne nelle elezioni statunitensi. Il documento di otto pagine è stato pensato per dare una stretta micidiale sull’argomento, e si abbina a un progetto di legge introdotto questo mese al Congresso su diretta collaborazione con il dipartimento di Stato guidato da Mike Pompeo; l’azione giurisprudenziale aggressiva serve anche a dimostrare che il presidente Donald Trump è effettivamente allineato con le indagini/denunce della sua intelligence — che ha accusato la Russia per le interferenze nelle presidenziali del 2016 — e con le posizioni prese nel tempo dai congressisti praticamente in modo bipartisan.

La decisione si inquadra in un momento delicato: tra meno di quattro mesi gli elettori americani andranno a votare per le elezioni di metà mandato, dove rinnoveranno diversi seggi al Congresso ricostruendo nuovi equilibri alle camere. E Trump — che anche per difendersi dalle accuse di collusioni ha più volte accusato l’amministrazione precedente di aver fatto poco per le intrusioni russe di due anni fa — vuole mostrarsi fermo e risoluto sul punto; che tra l’altro è un forte interesse dei legislatori, e dunque dei partiti, repubblicani in testa, con cui la presidenza vuol mantenere equilibrio.

Sostanzialmente la bozza preparata dalla Casa Bianca non cambia di molto l’azione intrapresa già a dicembre del 2016 dall’amministrazione Obama contro le operazioni di info-war russe durante le ultime presidenziali, però formalizza la risposta americana — per esempio le sanzioni contro i protagonisti individuati. L’interferenza elettorale russa è stata spinta attraverso hacking, campagne di disinformazione, troll: schema che non era stata finora inserito nello spettro di attività aggressive esterne contro la sicurezza nazionale Usa.

La scorsa settimana, i top ufficiali della National Security americana era stati ospitati alla Casa Bianca proprio per parlare delle “attività maligne” (questa la definizione più usata dall’intelligence statunitense) russe: il briefing con il presidente, a questo punto, sembra collegato direttamente all’ordine esecutivo.

Nonostante questo, durante i comizi elettorali tenuti da Trump negli ultimi giorni, il presidente è sembrato affrontare la questione solo in modo laterale: in Pennsylvania ha parlato di “bufala russa” a proposito del Russiagate che indaga proprio quelle interferenze (e le eventuali collusioni); in Ohio ha accusato non solo la Russia, ma anche la Cina e la Corea del Nord.

L’ordine esecutivo è un altro spaccato sull’azione trumpiana: da un lato c’è la continua campagna elettorale spinta in prima persona dal presidente; dall’altro le attività del governo, che su certi argomenti non intende transigere.

ultima modifica: 2018-08-09T09:30:38+00:00 da Emanuele Rossi

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