Perché il programma energetico di Beppe Grillo è una raccolta di sogni

Perché il programma energetico di Beppe Grillo è una raccolta di sogni
L'analisi del ricercatore Luca Longo

Proseguo l’analisi del programma del Movimento 5 Stelle sull’energia abbozzato da Beppe Grillo.

“La nostra filosofia dovrebbe essere 2-20-20. 2: passare a un consumo medio di energia che è 6 kilowatt la media europea a 2, con l’efficienza e con le tecnologie. Ci lavorano i più grandi politecnici d’Europa, da 6 kw a 2 kilowatt. Poi da 40 tonnellate pro capite di materiale che consumiamo a 20 tonnellate, e da 40 ore di lavoro a 20 ore di lavoro. Questi tre pensieri sono tre pensieri per effettuare il cambiamento del mondo, sono mezzi per arrivare un tipo di società dove il lavoro pesante lo fa la macchina, dove io ho più ho più tempo libero e liberato dal lavoro, dove lavorano i robot e io posso dedicare tempo alla mia famiglia, leggermi un libro, agli amici, alla mia vita. Vogliamo mettere la vita delle persone al centro. E per fare questo bisogna fare un cambio di pensiero, di energia.” Questo non è un programma energetico: è una raccolta di sogni ad occhi aperti che certamente Grillo saprà concretizzare ma non ci vuole dire come…

L’energia non è solo cambiare del gas o dal metano, arrivare all’idroelettrico o al fotovoltaico o all’eolico, è un cambio di civiltà. Ricordo una mia vecchia battuta: non bisogna aspettare che finisca il petrolio. L’età della pietra non è finita perché erano finite le pietre. Si va avanti solo mollando questi fossili che oggi ci vogliono riportare indietro nel tempo.” Quando ormai non ci speravo più, ecco una seconda cosa sensata. Infatti non bisogna aspettare che finisca il petrolio ma lavorare fin da ora per trovare alternative valide e meno inquinanti.

Quando sapremo sfruttare le fonti di energia rinnovabili avremo tutta l’energia che ci serve. Ma oggi non ne siamo ancora capaci. Occorre investire nella ricerca scientifica (e quindi nella scuola, nell’università, nel lavoro) per trovare nuove tecnologie per le rinnovabili. In parallelo occorre trovare altre soluzioni che ci permettano di realizzare al più presto un ponte fra le energie fossili più inquinanti e le energie rinnovabili del futuro. Ma, soprattutto, occorre frenare il cambiamento climatico limitando la produzione di anidride carbonica e di altre sostanze inquinanti.

Anche in Italia possiamo fare la nostra parte per un futuro di energia sostenibile.
Sulle rinnovabili lavorano seriamente il CNR, diverse università e Politecnici. Anche Eni.
Servono forti investimenti scientifici e tecnologici per le rinnovabili, non solo energia solare ma anche energia da biomasse, scarti agricoli e urbani, batterie più efficienti e promozione del gas naturale (il combustibile fossile con il minor impatto ambientale rispetto a petrolio e carbone) come ponte verso le rinnovabili e come partner insieme alle rinnovabili.
Si tratta di finirla di sognare ad occhi aperti, studiare sul serio e rimboccarsi le maniche. Auguri a tutti.

(Quarta e ultima parte di un’analisi sul programma energetico proposto da Beppe Grillo. Qui si può leggere la prima, qui la seconda, qui la terza)

ultima modifica: 2016-12-12T07:30:30+00:00 da Luca Longo

 

 

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