Ecco su cosa punta la Cina in Grecia

Ecco su cosa punta la Cina in Grecia

Dopo il porto del Pireo (privatizzato da Cosco) la Cina si appresta all’acquisto di altri asset in Grecia. Tre fondi cinesi sono pronti a investire in infrastrutture, logistica e immobiliare. Al massimo entro il prossimo mese di settembre ci saranno già le firme su alcune operazioni in occasione della presenza della Cina alla Fiera internazionale di Salonicco. E così mentre il paese attende l’ennesima valutazione della troika sul rispetto del memorandum, e con il leader dell’opposizione, il conservatore liberale Mitsotakis, in visita oggi dalla Cancelliera Merkel, e con i rumors sull’abbandono dell’euro per il dollaro, Pechino decide per una nuova strategia di investimenti.

I FONDI

Primo gruppo è Dalian Wanda (già sponsor ufficiale della Fifa), specializzato nel settore della nautica e del turismo; poi il Fondo Silk Road, che si occupa di opere infrastrutturali; e infine ancora Cosco, che ha già acquisito il porto ateniese del Pireo, assieme al gruppo Greenland Holdings Corp. L’obiettivo è inserirsi, a basso costo, in una serie di settori altamente allettanti nell’Egeo. Il tutto ha subito una (decisiva?) accelerazione dopo che un fondo qatariota lo scorso anno si era aggiudicato l’ex aeroporto ateniese Hellenikon, con l’obiettivo di realizzare la Dubai del Mediterraneo.

Dalian Wanda non è un investitore qualsiasi: possiede il 20% delle quote dell’Atletico Madrid, seconda squadra di calcio madrilena, e la maggioranza di Infront, il colosso svizzero che gestisce contenuti sportivi e che ha anche interessi in Italia. Infatti cura i diritti tv per la Lega Calcio e la gestione marketing e sponsoring di varie squadre, come Milan, Lazio, Bari, Genoa, Sampdoria, Udinese, Cagliari e Palermo. Il calcio viene visto non come un settore secondario di impegno economico, ma come “veicolo popolare” per far affermare le potenzialità asiatiche nel vecchio continente. Ad Atene si segnala l’intensa attività, non solo diplomatica, dell’ambasciatore di Pechino che ha preparato la visita in Cina del premier Tsipras nel luglio dello scorso anno. I rapporti erano già stati consolidati dal precedente governo guidato dal conservatore Antonis Samaras, che aveva ceduto il 33% del Pireo a Cosco Cina, proprio nell’anno della crisi finanziaria.

COSCO e GRECIA

Anziché scaricare i containers a Rotterdam, come aveva fatto fino al 2013, Cosco Cina ha preferito Pireo, risparmiando una settimana. E’ la motivazione che ha fatto propendere il colosso mondiale per la privatizzazione dell’hub ateniese, in vista di ulteriori sviluppi infrastrutturali. In primo luogo le ferrovie, che dovranno poi condurre i containers cinesi lungo la dorsale balcanica (quindi fino al centro e nord Europa) e, tramite uno scalo nel Mediterraneo, verso Spagna e Portogallo. E’di poche settimane fa la notizia che Ferrovie dello Stato hanno privatizzato Treinose, le ferrovie elleniche, con una serie di ipotesi legate alle potenzialità future di quell’investimento. Tra l’altro Italia e Grecia hanno siglato anche un’altra intesa, con Ice e Enterprise Greece, senza dimenticare che l’attivismo dei russi nell’Egeo non è mai cessato.

Ma calcio e navi in Grecia parlano la stessa lingua, dal momento che molti sono gli armatori ellenici che possiedono squadre di calcio e di basket. E’il caso di Vaghelis Marinakis, presidente dell’Olympiakos Pireo, principale sponsor di Tsipras nella regione dell’Attica, dove ha contribuito a far eleggere il governatore di Syriza Rena Dourou e il sindaco del Pireo, Vaghelis Moralis, che è anche nel cda dell’Olympiakos.

IMMOBILI E CALCIO

Groenlandia Holdings Corp. è uno sviluppatore immobiliare nato come impresa di proprietà statale: infatti i primi 10 soci investirono tramite fondi di private equity. Nel 2014 possedeva circa 58 miliardi in asset, diventando in quell’anno il più grande sviluppatore immobiliare nel mondo per superficie in costruzione e per vendite. La svolta però arriva nel 2013 quando ha avviato forti investimenti al di fuori della Cina, a Los Angeles, Londra, Sydney, New York e Toronto. Il comune denominatore con Dalian è l’interesse per lo sport. Possiede la maggioranza della squadra di calcio dello Shanghai Shenhua. E si candida ad essere uno dei “bracci operativi” del governo cinese verso l’espansione calcistica mondiale, come Pechino ha deciso di fare dopo la decisione di investire nell’Inter con il gruppo Suning, negli inglesi dell’Aston Villa e nel Milan di Berlusconi, anche si è in attesa del closing ormai da 10 mesi. Due operazioni che rappresentano l’anticamera per candidarsi ad organizzatrice dei Campionati Mondiali di calcio, con le previsioni che fanno segnare un potenziale giro d’affari legato al calcio di oltre 760 miliardi già nel 2025.

twitter@FDepalo

ultima modifica: 2017-02-16T13:05:47+00:00 da Francesco De Palo

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