Richard Grenell, chi è l’opinionista di Fox News che Trump vuole come ambasciatore Usa in Germania

Richard Grenell, chi è l’opinionista di Fox News che Trump vuole come ambasciatore Usa in Germania

Con la mano destra revoca l’accesso nell’esercito alle persone transessuali, con quella sinistra sceglie un repubblicano apertamente gay come ambasciatore in Germania. A un diritto generale negato, corrisponde la promozione di un alleato fedele. Il capitolo “Trump e i diritti LGBT” getta un ulteriore elemento di, diciamo così, entropia, nella sua già discussa amministrazione. Il nuovo ambasciatore in pectore è Richard Grenell, 50enne del Michigan, opinionista di Fox News, con una lunga carriera di relazioni internazionali alle spalle: già assistente diplomatico del presidente George W. Bush, strategist per la campagna presidenziale del senatore John McCain nel 2000 e portavoce dell’ambasciatore statunitense all’Onu dal 2001-2008.

NOMINATO SI’, NOMINATO NO

Diversi siti d’oltreoceano riportano la notizia dell’investitura, che però non sarebbe stata ancora formalizzata. Maggie Haberman sul New York Times scrive che Trump avrebbe scelto Richard Grenell come inviato a Berlino e che, secondo quanto riferito al giornale da fonti anonime, gli avrebbe fatto l’offerta durante una visita di pochi giorni fa alla Casa Bianca. Incontro documentato su Twitter dallo stesso diplomatico, che ha postato una foto con Trump nello Studio Ovale, accompagnata da un sintetico, quanto criptico, ringraziamento al presidente. “Secondo le fonti accetterà l’incarico, se verrà confermato”, scrive Haberman. Un portavoce della commissione Esteri del Senato ha dichiarato invece al Washington Blade che l’organo “non ha intenzione di nominare Grenell”.

CHI È RICHARD GREENELL

Sarebbe il primo membro dell’amministrazione Trump apertamente omosessuale. Ex presidente per la California del Log Cabin Republicans – che si definisce “la più grande organizzazione americana che rappresenta i gay conservatori” – e delegato del tycoon alla Convention nazionale repubblicana del 2016, è un trumpista della prima ora, nonché artefice dell’appoggio alla candidatura del magnate da parte dei vertici repubblicani degli Affari esteri. “Trump ha sempre palesato di avere molti amici gay, che è totalmente per l’uguaglianza”, ha detto Grenell al Blade durante un’intervista alla convention. “So che abbiamo molto da fare all’interno del partito Repubblicano sui diritti dei gay, ma per me è davvero emozionante essere qui nella mia settima convention”. Nel curriculum del diplomatico anche una breve collaborazione con l’ex governatore del Massachusetts, Mitt Romney, che nell’aprile del 2012 lo aveva assunto come portavoce per la politica estera per la campagna presidenziale. Greenell, però, si è dimesso meno di due settimane dopo, tra le accuse di aver postato tweet omofobi e misogini nei confronti della giornalista della MSNBC Rachel Maddow e di altre donne. Tutt’ora non risparmia tweet polemici, ma il suo bersaglio preferito adesso è il sistema dei media.
L’incarico di inviato in Germania, uno dei più importanti alleati europei, è stato per anni occupato da diplomatici di carriera, come Richard C. Holbrooke. Grenell ha lavorato con quattro ambasciatori degli Stati Uniti alle Nazioni Unite e particolarmente da vicino durante l’amministrazione Bush con l’ambasciatore John R. Bolton.

PRIORITÀ: GESTIRE LE DIVERGENZE CON MERKEL E QUESTIONE IRAN

Il punto numero uno dell’agenda del neo ambasciatore sarà appianare le divergenze fra Trump e Merkel. Compito non facile dopo le critiche del presidente Usa alla cancelliera per la sua posizione sulla crisi dei rifugiati e dopo le ripetute frecciate di Donald alla Germania e ad altri membri Nato (fra cui l’Italia) sugli investimenti “insufficienti” nel settore Difesa. E poi l’accordo di Parigi, l’immigrazione e la lunga lista di collaborazioni tedesco-statunitensi che vanno dalla condivisione dell’intelligence alla cooperazione militare, al commercio. Ma non è finita qui. L’accordo fra le potenze mondiali per limitare il programma nucleare iraniano, entrato in vigore lo scorso anno, sul quale Grennell è stato profondamente critico, probabilmente rappresenterebbe un punto cruciale della sua strategia diplomatica con Berlino. Dal momento che l’amministrazione Trump intende allargare le sanzioni contro l’Iran oltre il settore del nucleare, per Grenell la crescita del commercio fra Iran e aziende tedesche potrebbe rappresentare un problema. Insomma, il nuovo ambasciatore avrà non poche grane da gestire.

(Foto: Richard Grenell, Fonte: Flickr)

ultima modifica: 2017-08-02T07:33:29+00:00 da Cristiana Rizzo

 

 

 

 

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