Save The Children: storia, nomi e finanziatori della terza Ong scrutata dai magistrati

Save The Children: storia, nomi e finanziatori della terza Ong scrutata dai magistrati
L'approfondimento di Francesco Bechis

Le rivelazioni di Cristian Ricci, direttore di Imi Security, azienda specializzata in sistemi di sicurezza, potrebbero aver messo nel mirino della procura di Trapani e del pm Ambrogio Cartosio non solo l’ong tedesca Jugend Rettet e Medici Senza Frontiere, ma anche Save The Children, l’ong che fino al 31 luglio 2017 ha ospitato Ricci a bordo della sua imbarcazione, la Vos Hestia. È quanto risulta da un’intervista di domenica de La Repubblica a Ricci, che ha dichiarato di aver rilevato anomalie nelle operazioni di soccorso “anche sulla Vos Hestia di Save The Children su cui eravamo imbarcati”.

LE NOTIZIE DEL FATTO 

“Sotto inchiesta volontari di Save the Children”, così titola oggi il Fatto Quotidiano. Il giornale diretto da Marco Travaglio, in un articolo di Antonio Massari, scrive: “Per alcuni casi sono in corso le identificazioni, quindi il fascicolo procede ancora contro ignoti, in altri gli autori dei reati hanno un nome e un cognome annotati nel registro degli indagati”. L’indagine, oltre a Jgend Rettt e Medici senza Frontiere, “coinvolge anche gli operatori di una terza organizzazione non governativa: Save The Children”, aggiunge il Fatto.

LE ACCUSE DI RICCI

Il manager di Imi Security racconta di aver avuto più volte, insieme ai suoi tre dipendenti, Gallo, Ballesta e Montanino, imbarcati sulla Vos Hestia, scontri verbali con l’equipaggio di Stc perché “noi volevamo segnalare alla polizia gli scafisti e i “facilitatori” sui barconi dei migranti, loro non erano d’accordo e opponevano un principio di neutralità”. Sempre stando a quanto riporta Repubblica, Montanino avrebbe riferito alla procura di Trapani di un clima di tensione con i volontari a bordo, che a suo dire impedivano ai dipendenti della Imi Security Service di “segnalare fatti o persone sospette alla polizia”. Rivelazioni che, se confermate dalle indagini, contrasterebbero con la recente firma di Save The Children, l’unica ong insieme a MOAS, del codice di condotta del ministro dell’Interno Minniti, che prevede espressamente la presenza di forze di polizia a bordo.

LA RISPOSTA DI TESAURO

Sempre su Repubblica, il presidente di Save The Children Claudio Tesauro (nella foto) ha preferito non rispondere in merito ad un possibile coinvolgimento dell’ong nell’inchiesta della procura di Trapani. Ma al tempo stesso ha voluto rassicurare i donatori: “[…] non ho intenzione di nascondermi, chi sostiene Save deve sapere che abbiamo avviato le nostre verifiche interne e se ci sono stati degli errori, li correggeremo”. Tesauro ha comunque difeso i suoi volontari, con cui condivide ora “quel senso di disorientamento nel trovarsi al centro di una vicenda giudiziaria mentre si opera in mezzo al mare per salvare vite umane”.

LA DIFESA DI NERI

Un disorientamento forse dovuto alle polemiche contro Save innescate dalle rivelazioni di un poliziotto del Servizio Centrale Operativo (Sco), Luca B. (così lo ha nominato Fiorenza Sarzanini sul Corriere), 42 anni, infiltrato sulla Vos Hestia, con cui sono stati raccolte le foto che incastrerebbero la Jugend Rettet mentre interagisce con degli scafisti, riconsegnando loro un barcone vuoto. In un’intervista al Corriere, il direttore generale di Stc Valerio Neri si è difeso affermando che Stc “non c’entra niente” con l’operazione della polizia e dicendosi preoccupato “soprattutto dal fatto che si possa pensare oggi ad una esagerata vicinanza, a una non vera indipendenza di Save The Children dal governo italiano”.

LA STORIA DELL’ONG

Fondata in Regno Unito nel 1919 Eglantyne Jebb per soccorrere i bambini all’indomani della prima guerra mondiale, oggi Save The Children è la più grande organizzazione no profit impegnata nella difesa dei minori, opera in 125 paesi ed è membro consultivo del Consiglio Economico e Sociale dell’ONU (ECOSOC). La struttura italiana nasce nel 1998, ma solo dal 2016 Stc ha deciso di intervenire nel salvataggio dei migranti in mare lanciando la missione “Fino all’ultimo bambino”. Dal settembre del 2016 dunque l’ong opera con una nave, la Vos Hestia, costruita dal gruppo di armatori olandese Vroon, 59 metri per una capienza di 300 persone, che fa base fissa al porto di Augusta.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO

Oggi il consiglio direttivo comprende (a titolo gratuito) nomi noti come, tra gli altri, il conduttore di Radio Deejay Linus, l’ex ministro del Lavoro Enrico Giovannini, l’ex chief designer di Gucci Frida Giannini, il vice presidente esecutivo di Bulgari Silvio Ursini.

Con loro siedono nel consiglio Simonetta Cavalli, membro dell’Ordine Nazionale assistenti sociali, Luigi De Vecchi, Chairman of Continental Europe for Corporate and Investment Banking, l’ad di Poste Vita e Poste Assicura Maria Bianca Farina, Paola Rossi, presidente del Cda di Teseo Capital, il segretario generale della regione Lazio Andrea Tardiola, Auro Palomba, ceo di Community Group, Marco Sala, ceo di International Game Technology PLC, Alessandro Rimassa, ceo di TAG Innovation School. Fino al giugno del 2016 presenziava nel consiglio anche il presidente del Gruppo Espresso (GEDI) Marco De Benedetti, figlio dell’imprenditore Carlo De Benedetti.

Dal 2005 presidente è Claudio Tesauro, avvocato dello studio BonelliErede, mentre Valerio Neri, una carriera alle spalle fra onlus come WWF e Telefono Azzurro e poi come dg del marketing di Atac, ricopre il ruolo di direttore generale.

LE AZIENDE DONATRICI

Nel 2016 l’ong ha raccolto 101 milioni di euro, con un notevole aumento dei proventi rispetto all’anno precedente (+ 26%). Di questi, 89,2 milioni (89%)sono stati versati da più di 402 mila aziende private. Tra i partner spicca Bulgari, che presenzia nel consiglio direttivo e vanta un sodalizio che dura dal 2009, 20 milioni donati solo nel 2016. Nessun partner ha però contribuito a Stc quanto il colosso svedese del mobilio IKEA, che con la sua IKEA Foundation collabora dal 1994 alle campagne dell’ong. L’ultima campagna globale, “Un peluche per l’istruzione”, ha raccolto 11 milioni di euro.

Tra i donatori figurano banche come Bnp Paribas (70.000 dollari nel 2012 per l’emergenza dell’uragano Sandy) e Unicredit, partners nella telefonia mobile come Tim, Tiscali, Vodafone, Wind, Fastweb.

E poi ancora Ferrovie dello Stato, che dal 15 aprile 2017 ospita sui suoi treni volontari di Stc per la campagna “#abracciaAperte”, e aziende italiane come Ferrero, che dal settembre 2016 ha finanziato un progetto in Costa D’Avorio, e Tod’s. Il bilancio del 2016, verificato il 15 maggio 2017 da Kpmg, si è chiuso con un attivo di 34.165.351 euro e un avanzo di 796.623 euro.

LE STAR

Una componente importante delle donazioni è costituita dal network di celebrità che l’ong ha riunito intorno a sé negli anni: sono contributori assidui attori di Hollywood come Al Pacino, Samuel L. Jackson, Matt Damon, ma anche gruppi musicali come i Muse, i Rolling Stones, e soprattutto la star del Real Madrid Cristiano Ronaldo, che sponsorizza massicciamente sul suo profilo instagram l’operato di Stc. Per quanto il campione portoghese preferisca tenere segrete le sue donazioni, secondo indiscrezioni pubblicate dalla rivista SoFoot e rilanciate dai media internazionali, Ronaldo avrebbe donato a Save The Children una somma tra i 6 e i 7 milioni di euro per la campagna del 2015 a favore del Nepal.

ultima modifica: 2017-08-07T11:49:41+00:00 da Francesco Bechis

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