La lettera al Sole 24 Ore in cui il ministro Di Pietro si impegna a superare il contenzioso sulla Tav rappresenta una novità positiva e importante. Rischia però di non essere sufficiente. Merita di essere denunciato il caos istituzionale che nelle ultime settimane è, se possibile, aumentato. A decidere sugli investimenti nel settore delle infrastrutture non c’è solo il dicastero di Di Pietro ma anche quello dei Trasporti, dell’Economia e dell’Ambiente. Vi è quindi la Presidenza del Consiglio che dopo aver istituito il Dipartimento dello Sviluppo economico e territoriale (Diset) ne ha varato un altro, competente sugli Affari economici, con la delega anche del Cipe. Vi è quindi il capitolo degli Enti Locali e delle tentazioni neo-socialiste di realizzare tante Anas e società autostradali locali, in barba alle regole di mercato. Questa frammentazione istituzionale danneggia gravemente l’efficacia e la trasparenza del processo decisionale e sfavorisce gli investimenti delle imprese. Per Di Pietro si tratta di un allarme da non sottovalutare affatto.

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