Come al solito tocca a Dagospia mettere la pulce nell’orecchio. Il sito sempre bene informato ha voluto segnalare il caso dell’economista americano Jeremy Rifkin che avrebbe trovato nel nostro Paese il suo Eldorado. Come tutti sanno, gli statunitensi hanno una cultura di trasparente ‘do ut des’: in poche parole, si muovono solo dietro compensi. Rifkin poi è persona assai brillante e le sue teorie sull’idrogeno sono affascinanti: non stupisce che chieda un cachet di 50.000 euro (più spese) a seminario. Che faccia il consulente ‘strategico’ di Pecoraro Scanio è discutibile ma ci può stare tutto. Quello che non ci quadra è che Rifkin dichiari di non percepire compenso dal ministero. Poichè è escluso categoricamente che un economista americano come lui lavori gratis (in un settore così business oriented), la domanda è: chi lo paga? e perchè? Forse, la risposta potrebbe aiutare a capire di più il senso delle scelte di alcuni ministri.. Per chi crede nelle rinnovabili, cosa di meglio che non raccontare quello che si fa alla luce del sole?

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