L'Istat scatta la fotografia del Paese. Un ritratto desolante, dove la povertà aumenta: le famiglie non hanno soldi per il cibo, i minori sono disagiati e la situazione peggiora al Sud.
In Italia, in sei anni, il reddito per abitante degli italiani è crollato del 13% rispetto alla media europea. Lo denuncia il Rapporto annuale dell´Istat:  se nel 2000 era del 4% più alto della media dell´Unione, nel 2006 è sceso a oltre 8 punti sotto la media.
A risentirne sono le famiglie: una su tre (al Sud quasi una su due) arriva con difficoltà alla fine del mese.
La quarta settimana diventa un incubo per il 14,6% delle famiglie (21,1% al Sud e 22,6% nelle isole). Avvantaggiato il Nord Est dove la percentuale sfiora “solo” il 10,3%.
Una famiglia su tre, inoltre, non riesce a far fronte a una spesa imprevista di circa 600 euro con risorse proprie o della rete familiare. Più della metà delle famiglie italiane dichiara di non essere riuscita a mettere da parte risparmi nel 2007.
Nel 2006 il 4,2% di questi nuclei racconta di non aver avuto denaro per comprare il cibo, mentre lo stesso problema lo ha avuto il 10,4% in relazione alle spese mediche, il 7% per il trasporto, l´11,7% per le tasse e il 16,8% per l´acquisto di vestiti.
Il tema della casa non è più roseo: troppo pesanti i mutui (per chi può chiederli) e gli affitti.
La situazione si aggrava in caso di presenza di figli e minori a carico: forte disagio economico e ritardi nei pagamenti.
Secondo l’Istat nel 2005 il reddito netto delle famiglie residenti in Italia (escludendo i fitti imputati) è pari in media a 27.736 euro, circa 2.300 al mese, quelle con un solo percettore di reddito hanno guadagnato in media poco piu´ di 16.600 euro.
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