Per il segretario del Pd non ci sarà ingovernabilità dopo il voto ma sarà comunque necessario aprire il dialogo con il centro. Il parziale cambiamento di rotta, il futuro di Monti e l’incognita Vendola.

A piccoli passi, ma ora la situazione politica diventa un po’ più chiara. O forse no. Almeno per il centrosinistra.

Dopo il voto, Pierluigi Bersani aprirà al dialogo con il centro, a prescindere dai numeri e dai seggi in Parlamento che avranno ottenuto Pd e Sel. “Io sono sicuro – ha detto il segretario del Pd – che non ci sarà ingovernabilità sia per i numeri sia per la politica perché in qualsiasi condizione numerica siamo disponibili a un dialogo con le forze del centro europeiste e costituzionali”, ha detto Bersani in un incontro con la stampa estera. Parole ben diverse da quelle pronunciate qualche giorno fa al Tg1.

“La crisi sarà lunga e i disegni politici possono scappare di mano”, ha aggiunto il segretario del Pd: “Per questo intendo che i progressisti siano generosi e aperti, disponibili a un incontro. Non ci giuro. Bisogna vedere le condizioni programmatiche, ma andremo con lo sguardo largo”.

Nonostante la chiara apertura a un accordo post-voto coi centristi, Bersani garantisce che l’asse con Nichi Vendola reggerà. Sinistra ecologia e libertà, ha detto il segretario del Pd, “è un partito prezioso per quel che ho in testa io perché portatore di sensibilità sui temi ambientali e dei diritti. E’ una forza saldamente europeista, ha sottoscritto il patto con noi con un accordo che prevede decisioni a maggioranza. Quando mi si chiede di condizionamenti, ricordo che esiste un Partito Democratico che è sopra il 30%. Non siamo ai tempi di Prodi quando c’erano 12 partiti e non il Pd”, fa presente il segretario.

Bersani è sicuro che Silvio Berlusconi “non vincerà, perderà le elezioni”, dicendosi “esterrefatto” dalle ”giravolte” del presidente del Pdl.  Secondo Bersani l’ex premier “cerca di salvarsi mettendosi al centro della scena con il fatto poi che i problemi veri finiscono in diciassettesima pagina. Ma badate bene Berlusconi non è una barzelletta” ma rappresenta una pericolosa posizione populista.

Infine, sul futuro dell’attuale premier Mario Monti, il segretario dice: “Confermo la mia assoluta intenzione di vedere il presidente Monti impegnato sul grande fronte che abbiamo, che comprende anche il ruolo dell’Italia nello scenario internazionale. In ogni caso, il ruolo di Monti si discuterà e si deciderà assieme”. Secondo Bersani, Monti “deve continuare ad avere un ruolo nel nostro Paese. Il giorno dopo le elezioni, se dovesse toccare a me, il primo colloquio vorrei farlo con Monti”. Insomma, un presidente della Repubblica in pectore?

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