Il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola è giunto questa mattina ad Herat per una breve visita al contingente italiano dispiegato in Afghanistan. È quanto si apprende da fonti militari. Il ministro è stato accolto dal generale Dario Ranieri, che lo ha informato della situazione nell’area ovest del paese a responsabilità italiana. Subito dopo l’incontro, Di Paola si è diretto in elicottero alla base di Bala Baluk.

Il ritiro di uomini e mezzi
Più di 300 militari italiani torneranno dall’Afghanistan entro la fine dell’anno e, alla vigilia di Natale, resteranno nel paese asiatico 3.000 soldati italiani a fronte degli oltre 4.000 di inizio 2012. Informazioni emerse dal briefing fatto oggi dal generale Dario Ranieri, comandante del contingente italiano nell’ovest dell’Afghanistan, in occasione della visita di questa mattina del ministro della difesa Giampaolo Di Paola.

Il ministro è stato informato sul proseguimento dell’operazione di rientro di uomini e mezzi, nel pieno rispetto del programma Nato, e sul processo di transizione della gestione della sicurezza nel paese. Negli ultimi due mesi è tornato in Italia il 10% del totale del materiale dispiegato, due chilometri lineari di container e mezzi terrestri. Un’operazione, è stato sottolineato, che si concluderà nel 2014.

In Afghanistan
Il processo di transizione in Afghanistan “è una realtà che si tocca con mano” ed “è cambiato il ruolo dei nostri militari impegnati”. Lo ha detto oggi il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola durante il suo incontro con i militari italiani della base avanzata di Bala Baluk, nell’ovest dell’Afghanistan.

Di Paola ha trasferito ai militari gli auguri di Buon Natale a nome del governo. Il ministro, nel suo discorso di saluto, ha ricordato la delicatezza del momento. “Siamo in presenza di una situazione completamente nuova. Ormai la transizione è una realtà che si tocca con mano. Ed è cambiato il ruolo dei nostri militari impegnati”, ha detto Di Paola. “La sicurezza in Italia si conquista grazie al vostro sforzo quotidiano. Sono orgoglioso di essere il vostro ministro”, ha aggiunto.

A Bala Baluk, Di Paola ha anche visitato un militare afgano rimasto ferito in scontri con gli insorti. E il colonnello Riccardo Cristoni, comandante dell’area, ha spiegato come il ruolo degli italiani nell’area sia molto apprezzato anche per il pronto soccorso, nel quale sono impegnati due medici.

I marò
Di Paola ha ribadito oggi la sua fiducia nel riconoscimento delle “regole del diritto internazionale” da parte della Corte indiana, che ha differito ieri di tre mesi la sua decisione sulla giurisdizione del caso di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due marò trattenuti in India in attesa del processo sul presunto omicidio di due pescatori locali.

In occasione della sua breve visita in Afghanistan, parlando ai militari italiani dispiegati a Bala Baluk, ultima base avanzata del contingente nazionale, il ministro ha ricordato che questa sera si trasferirà in India per salutare Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. “Sono tre mesi che aspettiamo un pronunciamento della Corte Suprema che certifichi la giurisdizione italiana sul caso. Sono fiducioso che dopo quest’ennesimo rinvio la Corte riconoscerà le regole del diritto internazionale”, ha detto il ministro. Dai marò presenti a Bala Baluk, Di Paola ha ricevuto uno stemma del Reggimento San Marco firmato da tutto il contingente e due felpe da consegnare a Latorre e Girone.

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