Le banche avranno più tempo per adeguare la propria liquidità ai criteri previsti da Basilea 3.
I governatori degli istituti europei riuniti ieri alla Bri (Banca dei regolamenti internazionali) hanno infatti approvato la revisione degli standard di liquidità (Lcr) previsti dalle regole stilate nel 2010.

In sintesi, i requisiti previsti dalle nuove regole sulla liquidità delle banche Liquid coverage ratio (Lcr) entreranno in vigore come previsto a partire dal primo gennaio 2015, ma con una copertura al 60% che sarà gradualmente elevata del 10% all’anno fino ad arrivare al 100% il primo gennaio del 2019.

Questo approccio graduale, spiega il comunicato del comitato dei governatori(Ghos), è stato deciso “per assicurare che il Liquid coverage ratio (Lcr) sia introdotto senza creare scossoni all’organizzazione dei sistemi bancari nel finanziamento delle attivita’ economiche”. La decisione è in linea con quanto sostenuto dalla Banca d’Italia nei comitati e viene definita “equilibrata” in relazione agli sviluppi della crisi in atto.

Una decisione, presa all’unanimità che – spiega una nota del Comitato – “è un chiaro impegno ad assicurare che le banche abbiano sufficiente liquidità per evitare che le banche centrali diventino il prestatore di prima istanza”. Nella riunione di ieri è stato anche approvato un nuovo Statuto per il Comitato e discussa l’agenda di medio termine. I governatori hanno quindi riaffermato che l’Lcr è un “componente essenziale delle riforme di Basilea3”.

Il pacchetto di emendamenti alla formulazione annunciata nel 2010, approvato oggi è composto da 4 elementi che riguardano, tra l’altro la revisione della definizione di HQLA (high quality liquid assets), l’uso degli stock di liquidità durante i periodi di stress. Dopo l’accordo di oggi sull’Lcr, si legge nel comunicato del Ghos, “il comitato dei governatori spingera’ sulla revisione del Net Stable Funding Ratio (il coefficiente strutturale di medio termine) che sara’ la priorita’ del comitato nei prossimi due anni”.

Il gruppo dei Governatori ha anche concordato sul fatto che, “dal momento che i depositi presso le Banche centrali sono le maggiori (in alcuni casi le sole) forme affidabili di liquidità, l’interazione tra l’Lcr e le scorte delle banche centrali è significativamente importante. Per questo il Comitato continuerà nei prossimi anni a lavorare su questo tema”.

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