I vescovi cattolici dell’Inghilterra e del Galles hanno invitato i deputati di Westminster a votare contro la legge che dovrebbe dare il via ai matrimoni gay. In una lettera inviata ai parlamentari, la conferenza episcopale cattolica, pur riconoscendo che “molte coppie omosessuali” allevano i bambini con “amore e cura”, contestano la legalizzazione delle nozze gay in ragione dell’unicità del matrimonio fondato sul matrimonio tra un uomo e una donna.

“Ci rendiamo conto che vi è una visione alternativa di ciò che costituisce il ‘bene’ del matrimonio, e comprendiamo che i sostenitori del matrimonio omosessuale spesso adottano questo punto di vista alternativo, in buona fede. Da questo punto di vista, il ‘bene’ del matrimonio è che esso favorisce l’intimità e la cura dei discendenti, costruisce la fiducia e incoraggia l’apertura e le responsabilità condivise. Accettiamo, ovviamente, che questi sono, infatti, aspetti importanti del matrimonio. Ma crediamo che il matrimonio non è solo il riconoscimento istituzionale di amore e impegno. Il matrimonio, come è riconosciuto legalmente in questo paese, è anche il riconoscimento istituzionale di un tipo unico di relazione nella quale i bambini sono allevati dai genitori dai quali sono nati. Riconosciamo, ovviamente, che la legge britannica non limita il matrimonio a coloro che intendono avere bambini; né che nega il matrimonio a coloro che sono sterili. Riconosciamo inoltre che molte coppie omosessuali allevano i bambini in focolari di amore e cura. Tuttavia, il matrimonio ha una identità che al suo fulcro si distingue da qualsiasi altra relazione legalmente riconosciuta, non importa quanto amore o impegno possa essere coinvolto in questi altri rapporti”.

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