Il sindaco delle tasse. Sarà ricordato così Luigi de Magistris. E’ il parere dell’ex assessore al Bilancio, Riccardo Realfonzo, rilasciato in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno.

Napoli sta vivendo un momento “storico, ma si tratta di una nuova pagina buia. E de Magistris si candida a passare alla storia come il sindaco che ha introdotto una pressione fiscale senza uguali in altre città d’Italia e senza precedenti storici. Le uniche certezze del piano (di risanamento, presentato dalla Giunta, ndr) sono l’aumento ai massimi dell’Imu, dell’addizionale Irpef, della tassa sui rifiuti e della tassa per l’occupazione di suolo pubblico. Per non parlare – aggiunge l’economista Realfonzo – degli aumenti vertiginosi delle tariffe di mense scolastiche e asili nido, e dei tagli alla spesa sociale. Poi ci sono i tagli al salario dei lavoratori del Comune, senza uno straccio di piano di riorganizzazione complessiva della macchina comunale”.

Secondo Realfonzo, “la situazione del Comune, già grave al momento dell’insediamento di de Magistris, oggi è diventata disperata. Ma ciò nonostante la Giunta non mette in campo misure adeguate”. De Magistris ha quindi la responsabilità di aver “promesso mari e monti” ma invece “non ha impresso una svolta riformatrice al Comune e alle sue società partecipate. Un sindaco che sin dall’inizio si è isolato rifiutandosi di chiedere aiuto al governo, perché questo significava ridimensionarsi sul piano politico, e che si è sottratto al lavoro sui problemi veri della città. E che per dedicarsi senza ostacoli agli eventi mediatici e alle passerelle – rincara – ha addirittura preferito disfarsi di quanti, a cominciare da me, volevano affrontare le questioni più aspre e dare risposte ai cittadini, coerentemente con il programma elettorale. La conclusione è che il Comune è stato lasciato cadere verso la bancarotta, e la città versa in condizioni pietose.

Il piano di rientro per accedere agli aiuti del decreto salva-Comuni “non rimuove le cause strutturali del buco di bilancio, che tenderà inevitabilmente a ripresentarsi. La mia opinione – spiega Realfonzo che fino al luglio 2012 faceva parte dalla Giunta – è che il Sindaco abbia sottaciuto ancora una volta al Consiglio Comunale e alla città la gravità della situazione e le conseguenze drammatiche del piano

Per Napoli si tratta di un’occasione persa. “Con meno populismo e un po’ di buona amministrazione si sarebbe potuto risparmiare questo salasso ai napoletani. E anche il rischio di ulteriori futuri salassi – conclude Realfonzo -, visto che il Comune non sarà in grado di rispettare il piano di riequilibrio, senza ulteriori manovre”.

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