Il 24 e 25 febbraio gli italiani andranno al voto (per le politiche e in alcuni collegi anche per rinnovare i consigli regionali, come nel caso del Lazio e della Lombardia) per dar vita a quella che sarà la XVII legislatura del nostro Parlamento. Non appena entreranno in funzione le nuove Camere sarà fondamentale che chi ha posto al centro del proprio programma lo sport si impegni nella emanazione (finalmente) di una nuova legge sugli stadi.
Nella precedente legislatura il disegno di legge Lolli-Butti sul tema dell’impiantistica sportiva è stato praticamente “impallinato” nel passaggio dal Senato alla Camera (anche questa una anomalia visto che al Senato a sorpresa era passato all’unanimità). Adesso si tratta di rimettere in campo un testo che sia condiviso dalle segreterie di tutti i partiti e che non dia adito, come è avvenuto con il testo precedente, a fantasie politiche di vario tipo, magari sollecitate dagli appetiti urbanistici di questo o quel presidente di calcio (magari sotto consiglio dei principali costruttori italiani). Gli stadi non devono essere una opportunità per scatenare nuovi e agghiaccianti abusi edilizi, ma diventare un asset da mettere a bilancio dei club, per patrimonializzarli e generare nuovi introiti. Solo così le squadre italiane potranno tra l’altro recuperare il gap con gli avversari presenti all’estero, che, da tempo ed ogni anno, possono contare su questa tipologia di incassi. Non capirlo, se parliamo di politica, è non solo grave, ma anche assurdo. Ecco perché invito chi appunto ha posto lo sport al centro del proprio programma elettorale a investirvi, a partire da questa legge. Come Sporteconomy saremo vigili e stigmatizzeremo ogni atto finalizzato a bloccare la nuova legge sugli stadi. Parlamentare avvisato mezzo salvato.

Marcel Vulpis – candidato al Senato della Repubblica (nel Lazio) – Con Monti per l’Italia

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