L’arresto del presidente e amministratore delegato di Finmeccanica, Giuseppe Orsi, è “irragionevole e ingiustificato”. E’ questo il commento, affidato ad un nota, dell’avvocato Ennio Amodio, difensore di Orsi, sull’ordinanza firmata dal Gip di Busto Arsizio ed eseguita dai carabinieri, nell’ambito dell’inchiesta sulle presunti tangenti pagate da Finmeccanica.

Il provvedimento, secondo Amodio, sarebbe “irragionevole per una vicenda oggetto di indagini da quasi due anni e tuttora priva dei tasselli più importanti che ne dovrebbero accreditare l’esistenza almeno sul piano indiziario. Tanto più ingiustificata appare la misura cautelare se si pensa che non c’è traccia del benché minimo profitto conseguito dall’ing. Orsi o da terzi nella fornitura dei 12 elicotteri Agusta all’India. E’ stata infatti archiviata l’ipotesi di un cospicuo finanziamento alla Lega, per lungo tempo alimentata dalle calunniose dichiarazioni di un ex manager. Sono rimasti privi di qualsiasi eco nell’ordinanza del Gip di Busto Arsizio gli insistiti richiami della stessa fonte a ritorni economici a favore di chi si è interessato della commessa”.

Secondo Amodio “è tutto l’impianto accusatorio ad apparire inconsistente. La gara in India è ricostruita dagli inquirenti sulla base di fuorvianti dichiarazioni di persone che ignorano ciò che è effettivamente avvenuto nel confronto tra i diversi competitor internazionali. Tanto poco viziato è stato l’iter dell’aggiudicazione che le autorità, dopo accurate inchieste, hanno più volte confermato l’assoluta regolarità della gara. E’ davvero inconcepibile addebitare a Giuseppe Orsi di aver cercato compiacenze da parte dei diversi organi di stampa. Come se non fosse giustificato impegnarsi a difendere la propria immagine nei media per far emergere la verità dei fatti. Non si può certo condividere infine – conclude il legale di Orsi – il rilievo dato nell’ordinanza cautelare a presunte manovre in ambiente giudiziario. Si tratta di un evidente equivoco perché in tutto lo svolgimento dell’attività investigativa l’ing. Orsi e la sua difesa hanno fornito la massima collaborazione agli inquirenti”.

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