In Europa c’è un nuovo impero, quello tedesco.

A esserne convinto è un teutonico doc, Ulrich Beck, professore di sociologia all’Università di Monaco di Baviera e visiting professor alla London School of Economics.

In una lunga intervista a Europp, Beck analizza il crescente dominio della Germania nell’Unione europea, gli effetti controversi delle politiche di austerità e l’importanza del suo concetto di “società del rischio” in relazione ai problemi che affliggono l’Eurozona.

UN IMPERO DAL POTERE ECONOMICO
Quello che la Germania ha creato in Europa – sostiene il sociologo – è di fatto un “impero accidentale”. Non c’è stato nessun piano, nessuna intenzione. Non ci sono basi militari, per cui parlare di “Quarto Reich” è fuori luogo. Piuttosto siamo di fronte ad un potere di natura economica“.

Con l’aumentare dei timori di una dissoluzione dell’Unione e di un fallimento dell’euro, “la geografia del potere europeo è mutata radicalmente, premiando i paesi più ricchi a scapito di quelli debitori. Ecco da dove nasce l’egemonia tedesca nel continente”.

UNA BARRIERA CHIAMATA AUSTERITÀ
Secondo Beck, le nuove divisioni che alimentano l’Europa sono basate in particolar modo sull’austerità. “C’è una nuova frattura tra nord e sud del continente, perché stiamo vivendo una redistribuzione del rischio da parte delle banche che attraverso gli stati lo scaricano sui cittadini creando nuove e grandi disparità“.

IL MODELLO “MERKIAVELLI”
Se si entra nel dettaglio, per il sociologo tedesco ci sono due ideologie principali in relazione alle politiche di austerità.

La prima è in base a quello che Beck chiama il modello di “Merkiavelli” – una combinazione di Niccolò Machiavelli e Angela Merkel.

La cancelliera – analizza – ci mette sempre molto tempo a prendere decisioni: questo tipo di attesa del giudizio tedesco rende consapevoli i paesi che in realtà è la Germania a detenere il potere“.

IL PESO DELL’ETICA PROTESTANTE
Il secondo elemento è che per Beck “le politiche tedesche di austerità non sono basate solo sul pragmatismo, ma anche su valori sottostanti”.

L’obiezione tedesca verso i Paesi che spendono più denaro di quello che hanno – sostiene – è una questione morale, che, da un punto di vista sociologico, si accorda con l’etica protestante”. Si tratta di una prospettiva che ha Martin Lutero e Max Weber sullo sfondo”. Ma questo messaggio, a giudicare dalle proteste a Cipro ad esempio, non è molto compreso altrove, aggiunge.

LA SOCIETÀ DEL RISCHIO PRENDE FORMA
Anche il modo di agire tedesco è cambiato in questi anni, comprendendo, a detta di Beck, l’importanza di prevedere le incognite insita nel concetto di società del rischio.

Se guardiamo a Angela Merkel – sottolinea il professore tedesco – pochi anni fa non credeva che la Grecia sarebbe stata un grave problema da affrontare. Ma ora ci troviamo in una situazione completamente diversa, perché ha imparato che se si prevede una catastrofe, si può guardare le cose con occhi diversi e i problemi si possono evitare. Per questo sono nati il fiscal compact e la vigilanza bancaria“.

Questa “è una forza mobilitante enorme, ma è molto ambivalente, perché può essere utilizzata in diversi modi. Può essere usata per sviluppare una nuova visione dell’Europa, o potrebbe essere usata per giustificare l’addio all’Unione Europea”, conclude Beck.

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