“Non è solo la perdita della sovranità nazionale, quanto che una maggiore dipendenza economica conduce inevitabilmente ad una sottomissione e una vulnerabilità estrema”. E’ la diagnosi di Nikos Koutsou, deputato cipriota del Partito europeo, che spiega le motivazioni che l’hanno condotto a votare contro il piano proposto dal governo che di fatto sottolinea come un intero sistema sia ormai insostenibile.

“Siamo stati intrappolati in un circolo vizioso, in cui finiremo per avere sempre più bisogno del supporto della troika”. Il riferimento è a un modello standard di rapporti finanziari che si instaura tra Stati membri in difficoltà economiche e triumvirato Bce, Fmi e Ue che non risolve a monte la criticità. In quanto cura il debito con altri debiti che non potranno essere verosimilmente ripagati, come il caso Grecia sta lì a dimostrare in tutta la sua interezza. E lo definisce un disegno di legge “per abolire la nostra Costituzione, che viola il diritto europeo in quanto le banche rubano i depositi dei cittadini per coprire i loro deficit finanziari”. Per rafforzare il proprio pollice verso sollevato due notti fa nel Parlamento cipriota, aggiunge che si è creata una pericolosa concentrazione di poteri nelle mani del Governatore della Banca Centrale, che in virtù del ddl  diventa una vera e propria superpotenza. “Si legalizza il furto di depositi pubblici da parte dello Stato europeo, una mossa progettata per salvare le banche, dal momento che molti pareri legali sostengono che non saranno affatto praticabili i meccanismi di rimborso per i correntisti” che il Presidente della Repubblica ha assicurato invece  entrerebbero in funzione. “Nei fatti manca la volontà politica da parte del memorandum di aprire vie di fuga alternative che non siano quelle del piano”.

Koutsou cita la perdita di sovranità nazionale attraverso la colonizzazione finanziaria della Troika, la perdita di credibilità di negoziazione e il fatto che questo sostegno al sistema bancario sia disciplinato da un approccio unidimensionale che si concentra solo sulla redditività delle banche. Per questo invita il Presidente Nikos Anastasiadis a trattare ancora con la Russia per trovare una strada alternativa alla troika e lo sollecita a chiarire se il nodo della questione sia solo bancario o anche energetico e, quindi, geopolitico. “L’attuazione del disegno di legge nonostante il mio voto contrario mi fa complice del crimine commesso contro l’ellenismo cipriota”.

Curioso che, nonostante le evidenti posizioni anti troika, Koutsou abbia in comune nientemeno che con il ministro delle finanze tedesco Schaeuble, un dato incontrovertibile: “Il sistema cipriota non è sostenibile”, come ha certificato questa mattina l’impassibile Wolfgang dalle colonne del Welt am Sonntag. Peccato che nessuno proponga la ricetta giusta.

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