Galatasaray è il simbolo del nuovo calcio che avanza. Nei mesi scorsi è riuscita a mettere sotto contratto Wesley Sneijder (proveniente dall’Inter F.c.) e accanto al talentuoso olandese c’è Didier Drogba, sbarcato in Turchia dopo l’esperienza non senza ombre in terra cinese.
Il progetto del Galatasaray è innovativo, perchè, tra l’altro, affianca accanto al prodotto calcio altre 10 discipline. E’ una vera e propria polisportiva sul modello di club di alto profilo europeo come Barcellona e Real Madrid. Al vertice societario c’è il magnate locale Unal Aysal. Forbes stima il suo patrimonio in circa 800 Milioni di euro, grazie ai diversi business nel settore energetico. Secondo la società di consulenza Deloitte, il Galatasaray è tra le 30 società più ricche d’Europa, grazie anche all’avveniristico impianto della Turk Telecom Arena (Turk Telekom, oltre ad essere la maggiore compagnia tlc del Paese, è anche main sponsor di maglia). Il tutto è inserito nella crescita del prodotto “Super Lig” (l’equivalente della nostra serie A) i cui diritti tv sono stimati in 400 milioni di euro. Un dato quest’ultimo che pone la Turchia dietro solo alle prime cinque nazioni europee (Inghilterra, Italia, Germania, Spagna e Francia). Più in generale l’economia turca è caratterizzata da una crescita media del PIL pari al 5% annuo (un dato in controtendenza con la media europea) e dopo aver perso l’occasione di ospitare l’Europeo di calcio (beffata di un solo punto dalla Francia e comunque davanti all’Italia) adesso ci riprova con la candidatura dell’Olimpiade 2020 (dove se la vedrà con Tokyo e Madrid). Di sicuro il Paese che si affaccia sul Bosforo è il nuovo orizzonte socio-economico del Vecchio continente e la sua posizione geografica, come ideale ponte tra Asia ed Europa, è un ulteriore punto di forza dell’economia turca.

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